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L’11 febbraio 2013 ero nell’aula magna della facoltà di giurisprudenza dell’Università di Catanzaro per seguire, come cronista, l’intervento di Massimo D’Alema che filosofeggiava sul momento politico stroncando Matteo Renzi. L’occhio mi cade sul tablet e scopro una notizia sensazionale. Le dimissioni del Papa. Una notizia in mondo visione. Uno straordinario scoop da parte dell’Ansa. Merito della collega Giovanna Chirri che, come vaticanista della prima agenzia di stampa italiana, seguiva il discorso in latino del Pontefice durante un Concistoro. La sala stampa vaticana era piena di vaticanisti, colti e preparati. Ma solo lei ha colto quel quid che le ha permesso di fare lo scoop della vita. Due parole, “ingravescente aetate”, che le hanno aperto la porta allo scoop. Ammirazione e un po’ di sana invidia, e rinnovate congratulazioni, per la collega Giovanna Chirri. Brava soprattutto per il suo background. La perfetta conoscenza della lingua latina. Intuizione, sapienza, prontezza di riflessi. Ancora brava. Sono quelle cose che fanno piacere, che mitigano le amarezze di questo mestiere. E riconoscersi, in sedicesimo, in Giovanna Chirri fa bene alla salute.

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