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Altri 5 mila 581 su 36 mila e 31 test. Tasso di positività che supera il 15,4 per cento. Ricoverati in area non critica che salgono a 408 e quelli in terapia intensiva che scendono a 34. Numeri ai quali purtroppo si aggiungono anche cinque morti. Nella Puglia a un passo dalla zona gialla con 50 mila 664 positivi dilaga la variante Omicron, come ha sottolineato all’Ansa Maria Chironna, professoressa d’Igiene dell’Università di Bari e responsabile del laboratorio Covid del Policlinico.

«Il 90 per cento dei nuovi casi è causato da questo ceppo. Ormai quasi tutti i nuovi casi sono da Omicron. La stima della prevalenza rispetto alle altre varianti, invece, l’avremo tra qualche giorno a conclusione della survey del 3 gennaio». Secondo il rapporto dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali Agenas, l’incidenza dell’occupazione dei posti letto per casi Covid ha raggiunto la soglia critica del 15 per cento.

Scende di un punto percentuale, al 7, quella delle terapie intensive, dove la soglia limite per il passaggio di colore stabilita dal Comitato tecnico scientifico è del 10 per cento. Sempre secondo l’agenzia è aumentata in maniera esponenziale l’incidenza degli interventi del 118 per casi Covid o sospetti, salita al 15,54 per cento, vale a dire 300 volte su 1.930 totali. Nella settimana dal 27 dicembre al 2 gennaio in Puglia sono stati registrati 25 mila 502 casi, con un indice di contagio un Rt pari a 1,4 e una classificazione complessiva del rischio definita ad «alta probabilità di progressione».

Uno scenario che porta la Puglia verso il passaggio in zona gialla tra sette giorni, secondo il report della Cabina di regia nazionale. Gli oltre 5 mila casi giornalieri vedono sempre in Bari e provincia il territorio più colpito (è anche il più popoloso) con 1.681 postivi, segue Lecce con 1.265, Taranto 761, Foggia 738, la Bat con 526 e, infine, Brindisi, con 514. Altri 84 casi riguardano residenti fuori regione, mentre per altri 12 contagi la provincia di appartenenza è in via di definizione. L’impennata dei contagi nel barese preoccupa le autorità sanitarie soprattutto nel territorio del capoluogo e nella sua provincia.

«Nel Barese – sottolinea il direttore generale dell’Asl Antonio Sanguedolce – il tasso settimanale si attesta a quota 660,4 per 100mila abitanti, con una crescita del 160,2 per cento rispetto al periodo precedente. Tendenza confermata dall’incidenza calcolata al 5 gennaio e pari a 780 casi per 100mila abitanti». Il contrasto passa dalla campagna vaccinale, con le dosi di richiamo dai 16 anni in su e con la prima dose per la fascia d’età tra 5 e 11 anni. Negli ultimi sette giorni, fa sapere l’Asl, è stato superato il traguardo di 2,5 milioni di dosi somministrate (2 milioni e 552.351), nei centri vaccinali dell’area metropolitana di Bari. Più di 1 milione e 44mila residenti di Bari e provincia hanno ricevuto la prima dose, poco più di 1 milione e 16mila hanno completato il ciclo vaccinale e i richiami “booster” viaggiano velocemente verso le 500 mila dosi.

«Le coperture vaccinali sono già molto elevate – aggiunge Sanguedolce – e con i richiami vengono ulteriormente rafforzate. Il 92 per cento dei residenti maggiore di 12 anni ha ultimato il ciclo vaccinale primario, una percentuale che sale al 97 per cento tra i maggiori di 50, e il 66 per cento dei cittadini sopra i 16 vaccinabili (con ciclo completato da almeno 5 mesi) ha anche ricevuto la terza dose. Particolarmente protette le persone più anziane: il 77 per cento dei settantenni ha già fatto la terza dose, così come l’88 per cento degli ultraottantenni».

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