Il bancomat fatto esplodere a Orta Nova
2 minuti per la letturaUn boato all’alba a Orta Nova, nel Foggiano, a causa dell’esplosione del bancomat nella centrale piazza Nenni, rapinatori in azione con la tecnica della marmotta
ORTA NOVA (FOGGIA) – Una potente esplosione si è verificata poco prima delle 5 del mattino ad Orta Nova nel Foggiano dove ignoti hanno piazzato una cosiddetta “marmotta” all’interno della fessura del bancomat della banca BPM nella centrale piazza Pietro Nenni. L’intento dei criminali, ovviamente, era quello di scassinare lo sportello per impossessarsi del denaro contenuto all’interno.
Il boato è stato avvertito in diverse zone del comune dei 5 reali siti. Le indagini sull’accaduto sono affidate ai carabinieri che hanno avviato verifiche anche sui sistemi di videosorveglianza della banca oltre che su quelli presenti nell’area in prossimità del bancomat. L’obiettivo è individuare il momento dell’esplosione e la fase immediatamente precedente con la preparazione da parte dei rapinatori dell’esplosivo. Dalla visione dei filmati gli inquirenti si attendono di trovare indizi utili a individuare i presunti autori della rapina.
ORTA NOVA, ESPLOSIONE BANCOMAT: COME FUNZIONA LA TECNICA DELLA MARMOTTA
La tecnica della marmotta è sempre più utilizzata dai rapinatori dei bancomat e mette in campo una vera e organizzazione “da guerra”. Gli ordini esplosivi confezionati, infatti, sono perfettamente assimilabili a delle bombe. I rapinatori attivano il bancomat con l’inserimento di una carta nella fessura che, quindi, si apre per riceverla e avviare la transazione. Ma in realtà si tratta solo di un escamotage per consentire ai rapinatori di inserire l’esplosivo, ossia la “marmotta” nella fessura in modo da scardinare le casseforti che si trovano dietro lo sportello. L’esplosione apre uno squarcio che consente ai rapinatori di prendere il denaro.
Negli ultimi anni la tecnica della marmotta ha registrato un picco di utilizzo da parte dei rapinatori che in questo modo, evidentemente, ritengono di ridurre al minimo i rischi di essere individuati. In realtà negli scorsi mesi, però, gli inquirenti sono riusciti a sgominare una banda che era specializzata in questa tecnica riuscendo a scoprire anche i dettagli dell’organizzazione operativa.
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