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Omicidio nella notte sul Gargano: ucciso un uomo di 38 anni, Leonardo Ricucci, a colpi di arma da fuoco in una zona impervia alla periferia di Monte Sant’Angelo.


MONTE SANT’ANGELO (FOGGIA) – Un nuovo omicidio scuote il Gargano. Leonardo Ricucci, 38 anni, è stato assassinato con alcuni colpi di arma da fuoco, con ogni probabilità un fucile, in una zona boschiva impervia di Monte Sant’Angelo. Il cadavere è stato ritrovato nella notte del 17 settembre dopo l’allarme lanciato dai familiari, preoccupati per il mancato rientro dell’uomo.

Secondo le prime ricostruzioni, Ricucci si sarebbe recato già dalla mattinata di ieri in una masseria di famiglia. È qui che, probabilmente, si è consumato l’agguato. Le autorità hanno rinvenuto il corpo all’interno della sua auto, parcheggiata nei pressi della masseria.

Giovane 28enne ucciso a colpi di arma da fuoco sul Gargano

Sposato e padre di due figli, Ricucci lavorava nel forno di famiglia come fornaio. Pur avendo precedenti penali – il più noto risale all’estate del 2013, quando morse l’orecchio a un agente di polizia libero dal servizio intervenuto per sedare una rissa stradale – non risultano collegamenti diretti con la criminalità organizzata locale.

Tuttavia, la sua famiglia è legata a vicende criminali. Leonardo era nipote di Pasquale Ricucci, ucciso nel novembre 2019, ritenuto dagli investigatori figura apicale del clan Lombardi-Ricucci-La Torre, storicamente in conflitto con il clan dei Montanari. Questo legame, pur non implicando un coinvolgimento diretto, potrebbe avere rilevanza per le indagini in corso.

Le forze dell’ordine stanno cercando di ricostruire con precisione la dinamica dell’omicidio. L’inchiesta è coordinata dalla Procura di Foggia. Non è escluso che possa passare alla Direzione distrettuale antimafia di Bari, considerata la possibile contiguità dell’episodio con ambienti criminali locali. Il Gargano torna così al centro dell’attenzione per un nuovo agguato che richiama le modalità delle violenze armate che da anni colpiscono la zona. L’uso del fucile, arma spesso impiegata negli omicidi locali, conferma la pericolosità delle faide e la difficoltà di garantire sicurezza in aree isolate e rurali.

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