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Femminicidio a Foggia: la guardia giurata Antonio Fortebraccio ha ucciso la moglie Stefania Rago con quattro colpi di pistola e confessa ai Carabinieri.
FOGGIA – La violenza torna a insanguinare le mura domestiche a Foggia, dove l’ennesimo femminicidio ha sconvolto la serata di ieri, 23 aprile 2026. Antonio Fortebraccio, una guardia giurata di 48 anni, è stato arrestato trasferito in carcere questa mattina, 24 aprile 2026, con l’accusa di omicidio volontario aggravato dal vincolo coniugale, dopo aver confessato l’assassinio della moglie, la 46enne Stefania Rago. La tragedia si è consumata all’interno dell’abitazione della coppia, situata in via Salvemini. Secondo la ricostruzione dei Carabinieri, l’uomo avrebbe estratto la propria pistola d’ordinanza, utilizzata abitualmente per il suo lavoro di vigilanza, ed esploso quattro colpi contro la moglie. Per Stefania Rago non c’è stato scampo: le ferite riportate si sono rivelate fatali in pochi istanti.
LA CONFESSIONE E IL FERMO
Subito dopo l’esecuzione del delitto, Fortebraccio non ha tentato la fuga. In uno stato di apparente lucidità, l’uomo si è presentato spontaneamente presso la caserma dei Carabinieri locale. Davanti ai militari, la guardia giurata ha ammesso le proprie responsabilità, consegnando l’arma e confessando l’omicidio. Dopo un lungo interrogatorio durato tutta la notte, i militari dell’Arma, su disposizione della Procura della Repubblica, hanno eseguito il provvedimento di fermo. Questa mattina all’alba è scattato il trasferimento nella casa circondariale.
LE INDAGINI E IL MOVENTE SUL FEMMMINICIDIO AVVENUTO A FOGGIA
Gli investigatori sono ora al lavoro per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e, soprattutto, per individuare il movente che ha spinto il 48enne a compiere un gesto così estremo. Al momento, gli inquirenti stanno scavando nella vita della coppia per accertare se vi fossero stati in precedenza episodi di violenza o denunce mai formalizzate.
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