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E’ Antonello Scirpoli il 35enne ucciso a colpi di fucile nelle campagne di Vieste: interviene la Dda, l’ipotesi è che dietro al delitto ci sia la mafia del Gargano
VIESTE (FOGGIA) – Torna a sparare la criminalità organizzata sul Gargano. Nella tarda serata di ieri (3 luglio 2026), un agguato mortale nelle campagne di Vieste è costato la vita ad Antonello Scirpoli, 35 anni, detto “Musulin”. L’uomo, personaggio già noto alle forze dell’ordine e legato alle dinamiche dei clan locali, è stato freddato a colpi di fucile in località Defensola Intersiglio.
Secondo le prime ricostruzioni dei Carabinieri, scattate intorno alle ore 23 dopo l’allarme dei residenti, Scirpoli stava percorrendo una strada secondaria a bordo del suo scooter quando i sicari lo hanno intercettato. Raggiunto da diversi proiettili, il 35enne è sbalzato dal mezzo e rimasto a terra in una pozza di sangue; all’arrivo dei sanitari del 118, i tentativi di soccorso si sono rivelati inutili.
IL PROFILO DELLA VITTIMA E IL LEGAME CON LA MAFIA LOCALE
L’omicidio ha immediatamente fatto scattare l’intervento della Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Bari, che ha assunto il coordinamento delle indagini. Una scelta quasi obbligata, dato lo spessore e i precedenti della vittima nel mosaico della mafia garganica.
I giudici avevano condannato Scirpoli in primo grado a 5 anni di reclusione per aver favorito la latitanza di Gianluigi Troiano, alias “U’ Minorenn”, storico braccio destro del super boss di Vieste Marco Raduano (noto come “Pallone”). Secondo i magistrati baresi, era stato proprio “Musulin” a gestire la rete di protezione di Troiano, fornendogli covi, telefoni puliti, appoggio logistico e denaro per sfuggire alla cattura.
I POSSIBILI MOVENTI: LA SCIA DEI PENTITI
La chiave del delitto potrebbe risiedere proprio nei nuovi assetti criminali della zona. Sia il boss Raduano (clamorosamente evaso dal carcere di Nuoro e poi catturato in Corsica) sia lo stesso Troiano (arrestato in Spagna) hanno recentemente deciso di saltare il fosso e collaborare con la giustizia. I loro verbali e le loro rivelazioni stanno scuotendo dalle fondamenta la macro-area foggiana, e l’eliminazione di Scirpoli potrebbe essere una risposta immediata dei clan per tappare potenziali falle o una vendetta trasversale interna legata ai nuovi equilibri di potere sul territorio. I rilievi scientifici dei militari dell’Arma proseguono senza sosta per risalire al gruppo di fuoco.
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