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Finisce in tragedia un gioco sciocco che è costato la vita ad un 17enne morto a Lecce per un colpo di pistola alla testa partito, secondo le prime ipotesi degli inquirenti, in maniera accidentale


Si sarebbe impossessato della pistola regolarmente registrata di proprietà dell’80enne ex compagno della madre defunta per poi utilizzarla per un drammatico gioco che gli sarebbe costato la vita. Un 17enne di origini bulgare è morto ieri sera nella casa in cui risiedeva, a Lecce, raggiunto alla testa da un colpo d’arma da fuoco. Nell’abitazione, al momento dei fatti, col giovane sarebbero stati presenti anche il fratello 28enne e un loro amico.

Secondo le prime ricostruzioni, i tre non si sarebbero accorti che in canna alla pistola, il cui caricatore era vuoto, era rimasto un colpo. La vittima si sarebbe dunque puntato l’arma alla testa ed avrebbe esploso un colpo, certo di non subire alcuna conseguenza. Sul posto, oltre ai sanitari del 118, che hanno cercato senza successo di salvare il ragazzo, sono accorsi gli agenti della Polizia di Stato, che hanno posto l’appartamento sotto sequestro. Massimo il riserbo degli inquirenti, in attesa di nuovi sviluppi.

Potrebbe essere partito in modo accidentale il colpo di pistola che ieri sera (19 aprile 2026) ha ucciso il ragazzo di 17 anni. È l’ipotesi ritenuta più probabile dagli investigatori della squadra mobile della questura del capoluogo salentino intervenuti sul posto insieme alle Volanti e alla polizia scientifica. Ma non vengono escluse altre ipotesi. Il 17enne, che presentava una ferita alla tempia, è stato ricoverato in ospedale ma è morto alcune ore dopo. La pistola era detenuta legalmente da un uomo di 80 anni che abita nell’appartamento. Si tratta del compagno della madre della vittima. Le indagini e gli accertamenti proseguono per accertare la dinamica. L’abitazione è stata sequestrata.

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