Calabria, Ritratto Francesco Toninelli (ph Elena Tredici); Campania, Ritratto Rebecca Moccia (ph Giorgio Perottino per OGR); Puglia, Ritratto Enrico Malatesta (ph Chiara Pavolucci)
INDICE DEI CONTENUTI
Dal 20 giugno al 4 ottobre 2026 torna Una Boccata d’Arte: 20 artisti, 20 borghi e un progetto diffuso che trasforma l’Italia in una rete di arte contemporanea tra memoria, paesaggio e comunità. I progetti attivi tra Calabria, Basilicata, Puglia e Campania
Fondazione Elpis rilancia il suo progetto più ambizioso e capillare: Una Boccata d’Arte torna nel 2026 con la settima edizione, confermandosi come una delle esperienze più estese di arte contemporanea diffusa in Italia. Dal 20 giugno al 4 ottobre, venti artisti – italiani e internazionali – daranno vita a interventi site-specific in venti borghi, uno per ogni regione, consolidando una rete culturale che oggi conta 140 opere in 140 territori.
Nato nel 2020 da un’idea di Marina Nissim, il progetto ha progressivamente ridefinito il rapporto tra arte, paesaggio e comunità locali, portando la ricerca contemporanea fuori dai circuiti istituzionali e dentro piccoli centri spesso esclusi dalle mappe culturali e turistiche. Borghi sotto i 5.000 abitanti diventano così luoghi di produzione artistica e di dialogo, dove le opere nascono da un processo di immersione e ascolto del territorio.
BOCCATA D’ARTE, LA SETTIMA EDIZIONE
Con l’edizione 2026 emerge con chiarezza un cambio di paradigma: non più evento temporaneo, ma presenza duratura. Le residenze si allungano, le relazioni si consolidano e le opere vengono riattivate nel tempo. Una Boccata d’Arte si configura sempre più come un’infrastruttura culturale diffusa, costruita su legami stabili tra artisti, comunità e istituzioni locali.
Questo sviluppo si inserisce nella più ampia evoluzione di Fondazione Elpis, che ridefinisce il proprio modello attorno ai concetti di ricerca, permanenza e relazione, attraverso i suoi poli operativi tra Villa, Lavanderia, Atelier Elpis e il progetto nazionale.
TRA MEMORIA, ECOLOGIA E RITUALITÀ
La settima edizione si presenta come una costellazione di interventi che attraversano temi condivisi e urgenti: ecologia, memoria collettiva, ritualità, suono, cibo e coesistenza multispecie.
Il paesaggio fluviale diventa simbolo di fragilità e trasformazione in diversi territori, mentre altrove emergono patrimoni rituali ancora vivi, come le Commare a fiore in Abruzzo o i pani cerimoniali in Sardegna. Il suono si afferma come dispositivo di ascolto del territorio, grazie anche alla collaborazione con Threes Productions, che cura interventi specifici tra Puglia, Veneto e Toscana.
Al centro resta la memoria: delle migrazioni, delle economie locali, dei paesaggi scomparsi. Molti progetti si confrontano con ciò che resta e con ciò che rischia di svanire, trasformando l’arte in uno strumento critico e politico.
BOCCATA D’ARTE I PROGETTI IN CAMPANIA, CALABRIA, BASILICATA E PUGLIA
Particolarmente significativi alcuni interventi nel Sud Italia, dove il progetto intercetta temi come spopolamento, identità e trasformazione sociale.
A Cusano Mutri, in Campania, Rebecca Moccia sviluppa Anche noi (Nostalgia Radicale), ispirato a un detto locale che riflette sul tempo e sul futuro. L’opera diventa occasione di riflessione sul modello di progresso contemporaneo e sulle sue conseguenze nei piccoli borghi.
In Calabria, a Gerace, Francesco Toninelli rilegge la leggenda fondativa del paese attraverso una performance che combina gesto, suono e materiali locali, evocando la fuga degli abitanti guidati da uno sparviero.
In Basilicata, a Forenza, il duo Aterraterra immagina il borgo come un ecosistema condiviso tra umano e non umano, attraverso installazioni bio-ricettive che rendono visibili processi invisibili.
IL SUONO COME MAPPA DEL TERRITORIO
Tra i progetti più immersivi, quello di Enrico Malatesta a Ischitella, in Puglia, “In questo frangente” che trasforma il paese in una mappa sonora da esplorare lentamente. Progetto a cura di VOGA Art Project – Flavia Tritto e Nicola Guastamacchia con Threes Productions. L’opera invita a perdersi nello spazio e ad ascoltare, restituendo centralità alla percezione e al tempo. L’inaugurazione è prevista per sabato 20 giugno, alle ore 19. Il progetto si configura come una mappa acustica e sensoriale del paesaggio, che traduce suoni ambientali e tracce del territorio in segni visivi e tattili su una lastra in ottone.
BOCCATA D’ARTE, TRA OPERE PERMANENTI E NUOVE GEOGRAFIE
Opere permanenti e nuove geografieNegli anni, il progetto ha generato oltre quaranta opere permanenti, creando una mappa parallela visitabile tutto l’anno. Le opere vengono spesso adottate dalle comunità e riattivate attraverso collaborazioni con musei, biblioteche e istituzioni locali.
Emblematica in questo senso la donazione dell’opera MMMMMMM KM al TAM di Matera nel marzo 2026, segno di un dialogo sempre più stretto tra arte contemporanea e territori.
Per consultare l’elenco completo degli artisti, dei borghi e delle opere, è disponibile la mappa interattiva sul sito ufficiale di Una Boccata d’Arte.
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