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LA CENTRARE idroelettrica della Mercure Energia, prevista nella zona di Castelluccio Inferiore si farà. O meglio, la Regione ha revocato la sospensione di un eventuale avvio dei lavori di costruzione. Tutto questo dopo una lunga serie di comunicazioni con la società utili a chiarire alcuni aspetti soprattutto riguardo le garanzie economiche e bancarie relative alla realizzazione del progetto.
L’impianto da 540 kilowatt in ogni caso potrà essere costruito in pieno parco nazionale del Pollino, precisamente nella fiumara del Pegno nel comune di Castelluccio Inferiore.
Inizialmente a costruire doveva essere la società Epb, acronimo di Engineering partnership of Basilicata con sede a Lauria. Poi, nel corso delle procedure autorizzative, è stata espressa la volontà di cedere il progetto di realizzazione e messa in uso alla società Mercure Energia srl, con sede proprio a Castelluccio Inferiore. Tutto questo ad aprile del 2013.
A seguito del cambio la Regione ha richiesto la documentazione alla nuova società. Ed è qui che spuntano i primi problemi.
Prima contestazione: le garanzie bancharie ed il quadro economico finanziario del progetto riportano una data precedente alla stessa nascita della società Mercure Energia. Più precisamente dicembre 2011. Un fatto che viene chiaramente specificato nella delibera di giunta regionale. In più come firmatario dell’atto bancario di garanzia sul progetto c’è uno dei soci stessi della società che dovrebbe costruire la centrale.
Come secondo punto invece un aspetto più puramente “tecnico”: semplicemente il piano finanziario della centrale idroelettrica risulta incompleto.
La Regione questa volta delle anomalie se ne accorge, tanto da rivolgersi direttamente all’ufficio legale regionale per decidere il da farsi. L’ufficio, però «non esclude la possibilità di ricorrere al soccorso istruttorio e quindi considerare possibile la produzione tardiva di documenti e dichiarazioni mancanti». Ma il problema vero sta da un’altra parte: chi ha firmato le garanzie della banca sul piano finanziario è anche uno dei soci della società che dovrebbe costruire la centrale.
Le missive si rincorrono per tutto il 2014. L’Ufficio Energia della Regione chiede chiarimenti sulle garanzie. Poi finalmente la risposta della Mercure Energia. L’ingegnere che ha anche una quota della Mercure, in una lettera protocollata avrebbe spiegato il suo ruolo all’interno dell’istituti di credito al momento del rilascio delle certificazioni che la Regione contestava. Chiarimenti considerati «insufficienti» ancora una volta, dagli uffici regionali.
Ci è voluto il 3 febbraio del 2015 per arrivare ad una soluzione. Con la banca del Cilento che ha spiegato chiaramente «le referenze positive della società Mercure Energia» e «la nota – firmata dall’ingegnere in questione – esplicativa del ruolo da lui svolto nell’istituto bancario nonché le circostanze per cui ha rilasciato con una data non corretta le referenze oggetto di contestazione».
Tutto «esaustivo» per la Regione, che ottiene il lasciapassare anche dall’Ufficio Legale regionale. Si è trattato soltanto di un «errore». E quindi, nonostante le contestazioni la centrale si potrà fare. Quando, però, non è dato saperlo. C’è però la possibilità che qualcuno faccia ricorso al Tar sul provvedimento in modo da allungare ancora di più i tempi di realizzazione.

v.panettieri@luedi.it

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