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REGGIO CALABRIA – Sono 11 in carcere e cinque ai domiciliari le ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip di Reggio Calabria su richiesta della Direzione distrettuale
antimafia nell’ambito dell’inchiesta sulla cosca Crea di Rizziconi. Nell’operazione (LEGGI) sono coinvolti anche tre ex amministratori comunali accusati di aver favorito gli interessi della ‘ndrangheta facendo pressioni sul sindaco dell’epoca.

L’arresto in carcere è stato disposto per il presunto boss Teodoro Crea, 75 anni, detto «’u Murcu» o «’u Toru» o «Dio onnipotente»; Giuseppe Crea (36), suo figlio, attualmente latitante; l’altro figlio di Teodoro, Antonio Crea (51), detto «u Malandrinu»; Domenico Crea (60), detto “Scarpa lucida”; Teodoro Crea (47), nipote del capofamiglia, detto «’u Biondu»; Domenico Russo (65), detto «’u Malandrinu»; Osvaldo Lombardo (66); Giuseppe Lombardo (41); Vincenzo Alessi (38); Girolamo Cutrì (58); Domenico Rotolo (40). Domenico Rotolo e Vincenzo Alessi, sono stati rispettivamente assessore e consigliere comunale di Rizziconi nel periodo compreso tra il 2010 ed il 2011, quando il Consiglio fu sciolto per le dimissioni del sindaco e di nove assessori. Girolamo Cutrì è stato consigliere comunale nella precedente legislatura. Per i tre ex amministratori comunali l’accusa è di associazione mafiosa.

Stabilisce gli arresti domiciliari, invece, l’ordinanza emessa nei confronti di Vincenzo Tornese (52); Maria Grazia Alvaro (36), moglie di Giuseppe Crea; Clementina Burzì (63), mogli edi Teodoro; Marinella Crea (38); Domenico Perri (67).

 

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