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Il centro storico di Rotondella

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ROTONDELLA (MT) – Aveva visto lungo, Enzo Francomano, ex sindaco di Rotondella. E soprattutto aveva visto bene, da avvocato, quando aveva intuito che qualcosa non andava nella Finanziaria del 2004, quella che con colpo d’ascia aveva tagliato il 70 per cento dei fondi di compensazione ambientale concessi appena un anno prima (Dl 314/2003, il famoso Decreto Scanzano) a Rotondella e a tutti i comuni a servitù nucleare.

Così è andato avanti, assieme ai Sindaci della Consulta nucleare Anci, sfidando lo scetticismo di quanti erano contrari all’ipotesi di un ricorso. E invece, è notizia dell’altro ieri, quell’azione legale (portata avanti dall’avvocato Xiaver Santiapichi) era fondata: una sentenza del Tribunale di Roma ha riconosciuto il diritto dei comuni alle risorse spettanti (quel 70% che era stato tagliato), oltre agli interessi legali, e ha condannato l’Amministrazione centrale a restituire quanto trattenuto. Le cifre? Da capogiro: tra tutti i comuni con centrali nucleari, la posta in gioco è di circa 100 milioni di euro. E Rotondella? Abbiamo un riferimento per il calcolo: nel 2011, anno di avvio dell’azione giudiziaria, la differenza spettante era poco più di 10 milioni di euro, secondo il calcolo del consulente tecnico nominato dal Tribunale per la stima. A quella somma, ora, va aggiunta quella relativa a questi ultimi sei anni.

“Sarebbero circa 16 milioni di euro – spiega lo stesso Francomano, che non nasconde l’orgoglio – calcolando anche i tempi di dismissione del centro”. Il principio, infatti, è quello secondo cui più la dismissione va avanti (e il sito viene liberato dal carico nucleare) meno sono le somme di compensazione. A Rotondella non sta andando propriamente a tamburo battente: un male per i timori dei cittadini, un bene per le casse del Comune. Ieri Francomano, sentito dal Quotidiano, ha mostrato orgoglio anche perché quel ricorso, a suo tempo, lo aveva consigliato anche agli altri enti che percepiscono quella compensazione, come la Provincia e i comuni limitrofi, ma non fu avviato.

Ha espresso soddisfazione anche il Sindaco di Trino Vercellese e Presidente della Consulta Anci Alessandro Portinaro, che ha così commentato la sentenza: “Oltre ai 100 milioni di euro che andranno ai Comuni c’è il grande valore rappresentato dallo spirito unitario che ha dato vita alla Consulta delle servitù nucleari in Anci. Una scelta vincente”. Adesso, ovviamente, sono da attendere i gradi successivi di giudizio con il possibile ricorso dell’Amministrazione, però, a questo punto, le speranze di un esito positivo cominciano a diventare molto concrete. Immaginiamoli arrivare d’un tratto, questi 16 milioni di euro, sulla testa degli abitanti di un paesino di 2.702 abitanti (dati Istat 2014, ancor meno sono gli effettivi residenti). Abbiamo fatto per gioco una divisione: se quei fondi fossero suddivisi tra i cittadini, ciascuno di loro avrebbe “vinto”, come all’Enalotto, quasi 6mila euro (5.921 per la precisione): 30 mila euro per una famiglia di cinque persone. Che bella vincita! Ovviamente non potrà essere così, perché quei fondi andranno investiti in azioni di tutela ambientale e dell’immagine del territorio. Ma risiedere a Rotondella, se tutto andrà bene, sarà comunque un ottimo affare.

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