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POTENZA – Dovranno comparire il prossimo 5 maggio davanti al collegio del Tribunale di Potenza l’ex capo dell’ufficio accertamenti e controlli dell’Agenzia delle entrate di Basilicata, Lucia Muscaridola, gli imprenditori potentini Antonio Giubileo, Maria Antonietta Albini, Michele Pergola, Domenico De Vivo, Antonio Pomarico, Gaetano Tucci, e il commercialista Rocco Tramutola, accusato “soltanto” di millantato credito.

Lo ha deciso ieri pomeriggio il gup Tiziana Petrocelli accogliendo la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal pm Francesco Basentini, che ha coordinato l’indagine delle Fiamme gialle sulle presunte corruttele tra il capo degli ispettori del fisco e alcuni grandi contribuenti lucani. Unica eccezione, Luciano Olita, per cui le accuse sono cadute e il gup ha disposto il non luogo a procedere.

Tutto è iniziato dall’inchiesta sul Consorzio industriale di Potenza dove la Finanza stava mettendo a fuoco un presunto sistema di favoretti per gli imprenditori amici, e in particolare i clienti di uno studio di commercialisti del capoluogo. L’idea era pressapoco questa: se uno andava da loro era più facile ottenere un lotto nell’area industriale per il proprio capannone. Allora i militari hanno avviato le intercettazioni, e tra le altre cose hanno scoperto che esisteva un’altra strana relazione con un impiegato dell’Agenzia delle entrate, un impiegato facente funzioni di dirigente per l’esattezza, capo del settore “accertamenti e controlli della direzione provinciale di Potenza. Quello che ne è uscito fuori è un sistema, soprannominato “protocollo Muscaridola”, dove l’unica legge riconosciuta sarebbe stata quelle del “do ut des”.

I soggetti finiti sotto la lente dei militari del Gico di Potenza ai comandi del tenente colonnello Roberto Maniscalco, sono decine. Il punto è che muovendosi tra la Puglia e la Basilicata con incursioni in Campania e altrove, l’inchiesta si è divisa per questioni di competenza territoriale.

A luglio del 2011, nell’ambito di questa stessa inchiesta, Lucia Muscaridola è stata raggiunta anche da un’ordinanza di arresti, poi annullata dal Tribunale del riesame per mancanza di gravi indizi. In precedenza anche il sequesto di tutti i suoi beni era stato annullato dopo che gli avvocati Tuccino Pace e Francesco Paolo Sisto avevano spiegato che le varie operazioni immobiliari compiute dalla loro assistita negli ultimi anni sarebbero state da ricondurre in massima parte a una ricca eredità. Una tesi sostenuta anche dalla relazione di un perito di parte incaricato in proposito, che ha dimostrato la correttezza e la compatibilità delle stesse con la capacità economica della dottoressa.

lama

l.amato@luedi.it

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