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MATERA – Un’indagine che dimostra la condivisione collettiva a livello regionale della candidatura di Matera a capitale della cultura. L’approfondimento demoscopico fatto dall’azienda  materana Datacontact con oltre 1000 persone contattate ed una serie di domande ad ampio raggio hanno dato proprio questo risultato cioè il dettaglio di un’ampia percentuale circa 88 per cento che conosce la candidatura, almeno tre persone su quattro che complessivamente si dichiarano orgogliosi o entusiasti dell’ingresso di Matera tra le sei finaliste.

«In altre città questo tipo di indagini è stata già fatta riguarda la percezione su come viene vissuta la candidatura che è l’epilogo di un anno intenso nel quale stiamo passando a dire cosa vogliamo fare per il 2019 e dobbiamo dare una rappresentazione di grande solidità» spiega il direttore di Matera 2019 Paolo Verri.

L’indagine in realtà fornisce numerosi spunti di approfondimento che ad esempio evidenziano l’utilità, considerata quasi in maniera generale, della candidatura di Matera a capitale europea della cultura.

Numeri che sono sostanzialmente, pur con minime variabili, unanimi anche nelle diverse realtà regionali che sono state esaminate.

Interessante poi anche la disponibilità ad aiutare la candidatura in diversi modi che vanno dalla partecipazione volontaria all’ospitalità di artisti stranieri, all’adesione alle iniziative di Matera 2019, all’essere protagonista di un progetto culturale, all’offrire un contributo di idee e progetti. Situazioni che pur diversificate hanno rappresentato un’adesione, una disponibilità ad aiutare la candidatura intorno al 60-65 per cento ed un parere negativo intorno al 35-40.

Un’interpretazione che lascerebbe aperta una porta ad un lavoro da fare ancora in tema di coinvolgimeto e di partecipazione anche se Paolo Verri ha tenuto a specificare che «in realtà questo risultato crea dei numeri che sono straordinari in termini di partecipazione e che in altre realtà sarebbe comunque impensabile riuscire a realizzare.

Non credo che questo metta in discussione il lavoro sul coinvolgimento ma anzi ci dà una maggiore responsabilità anche in prospettiva futura a dover progettare bene visto che c’è un’attesa così ampia ed importante».

Dal canto suo il primo cittadino Salvatore Adduce ha sottolineato come «l’elemento che emerge è l’interesse per la candidatura, dovunque vado mi chiedono come sta andando.

L’impressione è che la percezione esterna sia molto positiva e senza voler essere scaramantica anche portandoci avanti ad altre situazioni.

Ma noi continuiamo a credere e pensare di essere una delle sei nella short list senza andare oltre in termini di ottimismo».

Proprio ad Adduce l’indagine suggerisce alcune questioni su cui intervenire e lavorare e si tratta di aspetti che vanno dalle pulizie alla cura delle aree verdi, al traffico, ilm trasporto pubblico e i parcheggi che costituiscono già elementi che soprattutto in coincidenza con i principali appuntamenti turistici vengono tirate in ballo.

p.quarto@lueid.it

 

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