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Antonella Stasi

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Traffico di rifiuti a Crotone, Stasi assolta anche in Cassazione con altri sei imputati nel processo Erebo Lacinio.


CROTONE – Il fatto non sussiste. La Corte di Cassazione ha scritto la parola fine sull’inchiesta che portò nel marzo 2021 all’operazione “Erebo Lacinio”, confermando in via definitiva l’assoluzione con formula piena per tutti i sette imputati. Tra i prosciolti c’è Antonella Stasi, ex vice presidente della Regione Calabria e vertice della società agricola “Le verdi praterie”, azienda del Gruppo Marrelli con sede a Isola Capo Rizzuto. La pronuncia della Suprema Corte, sollecitata anche dal procuratore generale, convalida i verdetti dei due precedenti gradi di giudizio.

L’inchiesta

L’indagine, avviata dalla Guardia di Finanza di Crotone sotto la direzione della Dda di Catanzaro, ipotizzava un’associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti e a una truffa da oltre 14 milioni di euro ai danni del Gestore dei servizi energetici (Gse) tra il 2011 e il 2018. Secondo l’accusa, l’impianto a biogas dell’azienda veniva alimentato con materiali diversi da quelli dichiarati e non conformi, generando incentivi pubblici indebiti e sversamenti illegali nei terreni. Il blitz iniziale aveva portato al sequestro dell’intero complesso aziendale e a sei misure cautelari.

Energia pulita

Il castello accusatorio è stato smontato dalle perizie tecniche. Gli accertamenti disposti dal giudice hanno dimostrato che la centrale produceva energia pulita e digestato, un fertilizzante naturale. Le analisi sui terreni limitrofi hanno escluso qualsiasi forma di inquinamento. L’impianto utilizzava matrici organiche consentite come deiezioni animali, noccioli di olive, farinacei, agrume e sanse.

Nelle motivazioni della sentenza di primo grado, emessa dal gup di Catanzaro nel settembre 2024 e poi blindata in appello, veniva chiarito che nessuno dei materiali contestati era qualificabile come rifiuto secondo il decreto legislativo 152/2006. Il giudice aveva respinto la tesi della Procura secondo cui la mancata osservanza di alcune regole amministrative bastasse a trasformare le biomasse in rifiuti. Il digestato veniva sversato sui campi per concimarli e non per inquinarli.

Niente truffa al Gse

Crollata anche l’ipotesi di truffa al Gse, poiché l’azienda aveva regolarmente richiesto i permessi di costruire senza violare norme urbanistiche. I reati fiscali sono venuti meno in parte per prescrizione già in primo grado e in parte per il regime agevolato applicato all’attività, di natura prevalentemente agricola. Di conseguenza, è caduta l’accusa di associazione a delinquere per l’assenza di un programma criminoso.

Le altre assoluzioni

Insieme ad Antonella Stasi escono definitivamente dal processo il fratello Roberto Stasi, di 52 anni, il consulente amministrativo Massimo Francesco Carvelli, (60), la legale rappresentante Anna Crugliano (50), i dipendenti Salvatore Esposito (54), Antonio Muto (61), Raffaele Rizzo (53), Salvatore Succurro (45). Il pool difensivo era composto dagli avvocati Francesco Verri, Vincenzo Ioppoli, Vincenzo Cardone, Francesco Laratta e Nicola Cantafora.

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