INDICE DEI CONTENUTI
- 1 FINE DEL COMMISSARIAMENTO IN CALABRIA IL RITORNO ALLA GESTIONE ORDINARIA SOTTO IL CONTROLLO GOVERNATIVO
- 2 LE CRITICITÀ DELLA RETE OSPEDALIERA E DEI PRESIDI DI MONTAGNA
- 3 IL FALLIMENTO DELLA CONTINUITÀ OSPEDALE-TERRITORIO
- 4 L’INIZIATIVA POPOLARE PER L’AZIENDA OSPEDALIERA UNICA DELLA MONTAGNA
- 5 FINE DEL COMMISSARIAMENTO IN CALABRIA: IL RUOLO DEI SINDACI E IL SUPERAMENTO DEL LIMBO ASSISTENZIALE
Fine dell’era del Commissariamento in Calabria ma resta nel Piano di Rientro; lanciata legge popolare per potenziare gli ospedali montani calabresi.
La recente fuoriuscita della Regione Calabria dal Commissariamento per l’attuazione del Piano di Rientro dai Disavanzi Sanitari Regionali, ai sensi dell’articolo 2, comma 88 e 88/bis, della Legge n. 191/2009, costituisce, senza dubbio, una tappa importante per l’affrancazione della Calabria dagli stretti vincoli finanziari imposti dall’articolo 120, comma 2, della Costituzione, nella novella legislativa recata dalla Legge Costituzionale n.3/2001.
L’eco mediatica della decisione assunta dal Consiglio dei Ministri, in data 09 Aprile 2026, ha avuto il sapore di una “liberatoria” o, più precisamente, di una “liberazione dalla camicia di forza”. Ad un’analisi pertinente e logica, siamo in presenza di un “trionfalismo a buon mercato”, considerato che l’uscita dal Commissariamento non significa affatto l’uscita dal Piano di Rientro dai Disavanzi Sanitari Regionali.
FINE DEL COMMISSARIAMENTO IN CALABRIA IL RITORNO ALLA GESTIONE ORDINARIA SOTTO IL CONTROLLO GOVERNATIVO
Il ritorno della tutela della salute agli ordinari organi gestionali, quali Giunta Regionale, Presidente della Giunta Regionale, Assessore Regionale alla Tutela della Salute, non significa un ritorno alla programmazione ed alla spesa “allegra”, al di fuori del controllo degli Organi Governativi, i quali continueranno a esercitare il loro potere di “sentinella “sugli atti di programmazione e di spesa degli ordinari organi di gestione della Regione. Occorreranno, pur sempre, corretta tenuta dei conti economici, organizzazione, programmazione, meritocrazia, risorse finanziarie certe e trasparenti, rispetto dei punteggi minimi compatibili (60 punti) stabiliti da AGENAS per le macro aree, rispettivamente, Territoriale, Ospedaliera e della Prevenzione.
LE CRITICITÀ DELLA RETE OSPEDALIERA E DEI PRESIDI DI MONTAGNA
Focalizzando l’attenzione sull’attività di rete ospedaliera, la stessa, uniformata ari parametri di natura aziendalistica stabiliti dal Decreto del Ministro della Salute del 02 Aprile 2015, n.70, è ben lungi dall’aver raggiunto il punteggio minimo di 60, stabilito dagli algoritmi di AGENAS.
Nella declaratoria di classificazione dei Presidi Ospedalieri della Regione Calabria, generata dal DPGR- CA n.18/2010, ribadita dal DCA n.64/2/016, dal DCA n. 78/2024 e dal DCA n.360/2024, sono stati anni annoverati i Presidi Ospedalieri di Zona Montana di Acri, San Giovanni in Fiore, Soveria Mannelli, Serra San Bruno. La loro riconfigurazione giuridico/ funzionale ha sostanziato una deprivazione, per i cittadini, in termini assistenziali, con contestuale gravame sulla rete regionale sulla Rete Hub e Spoke, falcidiata dalla carenza di posti letto e di personale medico, infermieristico, tecnico ed ausiliario.
IL FALLIMENTO DELLA CONTINUITÀ OSPEDALE-TERRITORIO
Considerata la fallimentare implementazione della rete territoriale, di cui al DM n.77/2022 ed al DCA n.59/2022, è venuta meno la tanto auspicata e propagandata continuità ospedale/ territorio. In tale contingenza, si rende auspicabile una riconfigurazione degli Ospedali di Zona Montana quali Strutture di Rete Spoke, in grado di erogare attività di diagnosi e cura, secondo i canoni di uniformità, omogeneità, intensità e complessità. Non più Presidi di “stabilizzazione” e “smistamento” sulla rete Hub e Spoke, ma reali ed appropriati siti di Cura.
Occorre una vera e propria rivoluzione di natura assistenziale, a tutela dei diritti inalienabili ed incomprimibili dei cittadini residenti nei Comuni di Zona Montana. Lo richiede un’equa e conferente logica assistenziale, ma soprattutto la Legge 31 Gennaio 1994, n.97, sulla tutela sociosanitaria dei Comuni di Zona Montana.
L’INIZIATIVA POPOLARE PER L’AZIENDA OSPEDALIERA UNICA DELLA MONTAGNA
In tale logica attuativa, è stata redatta e presentata in Consiglio Regionale una Proposta di Legge di iniziativa popolare sulla creazione dell’Azienda Ospedaliera Unica Regionale dei Presidi Ospedalieri di Zona Montana di Acri, San Giovanni in Fiore, Soveria Mannelli, Serra San Bruno, per la quale, ai sensi della Legge Regionale n.13/1983, è iniziata la raccolta delle previste cinquemila firme in ambito regionale. Trattasi di un’occasione storica che, accanto ai cittadini ed alle associazioni dei territori, deve prevedere l’impegno dei Sindaci, quali rilevatori primi dei fabbisogni sanitari delle popolazioni amministrate e garanti della tutela della salute collettiva e individuale.
FINE DEL COMMISSARIAMENTO IN CALABRIA: IL RUOLO DEI SINDACI E IL SUPERAMENTO DEL LIMBO ASSISTENZIALE
In ragione degli obblighi di tutela del diritto alla salute, è auspicabile l’impegno dei Sindaci nella promozione e della condivisione di ogni iniziativa atta a realizzazione di ogni obiettivo che preveda la tutela Sociosanitaria dei Comuni di Zona Montana, al fine di evitare la desertificazione dei diritti di cittadinanza e lo spopolamento dei territori. La configurazione di rete Spoke degli Ospedali di Zona Montana deve significare l’uscita degli stessi da quella sorta di “limbo assistenziale” in cui gli stessi sono stati collocati da una programmazione che penalizza il diritto alla salute, basato su criteri di morbilità, comorbilità, vulnerabilità sanitaria e sociale, indici di deprivazione socioeconomica, conformazione oro-geografica dei territori.
Diversamente, non si potrà realizzare l’integrazione ospedale territorio, in assenza di una riconfigurazione della rete Ospedaliera, dell’emergenza/urgenza, delle reti tempo dipendenti, del trasporto emergenziale Materno/Infantile. La Tutela della salute non deve rappresentare un costo ma un investimento, in linea con l’evoluzione della ricerca scientifica, tecnologica, diagnostica, terapeutica e, perché no, anche socioculturale.
* Tullio Laino, dirigente Medico dell’Asp di Cosenza da Aprile 2001 a Giugno 2015.
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