Gli attivisti di Global Sumud Flotilla inginocchiati
3 minuti per la letturaEquipaggi condotti nel porto di Ashdod, poi bendati, legati e costretti in ginocchio: a bordo della Flotilla, anche il lucano Depalma. Il ministro Ben Gvir li deride ed è sdegno
Non è stato un semplice fermo quello degli oltre 420 attivisti di Global Sumud Flotilla, a bordo delle imbarcazioni restanti delle 52 che avevano fatto rotta per la Striscia di Gaza. Intercettati due giorni fa in acque internazionali dai militari israeliani, i membri degli equipaggi (tra le barche fermate anche quella sulla quale si trovava il bernaldese Dario Depalma), sono stati infatti trasportati nel porto israeliano di Ashdod, arrivandovi legati e bendati. In seguito, la Polizia ha costretto gli attivisti a inginocchiarsi con il volto verso terra e le mani annodate dietro la schiena con delle fascette.
Una scena che ha fatto in breve tempo il giro del mondo, suscitando un’ondata di indignazione in Italia e in Europa, e che non ha potuto lasciar indifferente nemmeno il governo israeliano, vista la presenza ad Ashdod del ministro per la Sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir, ripreso in atteggiamento irridente nei confronti degli attivisti. Non solo. Alcuni filmati hanno ripreso il ministro nell’atto di sventolare una bandiera israeliana mentre pronunciava verso di loro parole di derisione, definendoli «sostenitori del terrorismo» e chiedendo al premier Netanyahu «di consegnarmeli e di metterli nelle prigioni dei terroristi per molto tempo».
POCO CHIARA LA PROCEDURA DI RIMPATRIO
Non è chiaro, al momento, quale sarà la procedura di rimpatrio degli attivisti in Israele. È probabile che alcuni possano essere trattenuti più di altri per essere sottoposti a interrogatorio, come accaduto anche un paio di settimane fa con il primo gruppo di fermati. Secondo la portavoce italiana di Global Sumud, tutti i 29 italiani (incluso quindi Depalma, i cui familiari sono in contatto con il Ministero degli Esteri) figurano tra le persone intercettate. Fra loro, il deputato del Movimento 5 stelle Dario Carotenuto e il giornalista del Fatto Quotidiano, Alessandro Mantovani.
La loro situazione è monitorata da vicino dalla Farnesina, col ministro Antonio Tajani che, nell’immediato, ha fatto sapere di aver attivato il consolato e l’ambasciata israliana a Cipro: «Chiediamo e abbiamo chiesto che venissero comunque tutelati i nostri concittadini, liberati il prima possibile così come è accaduto per l’episodio di qualche settimana fa». Sono comunque decine i Paesi coinvolti (corrispondenti alle tante nazionalità dei membri degli equipaggi), alcuni dei quali hanno già protestato per il trattamento riservato ai loro connazionali.
LE POLEMICHE SULLA REAZIONE DEL MINISTRO ISRAELIANO
A far discutere, e non poco, a livello politico, è però l’atteggiamento del ministro israeliano, e in generale delle forze militari israeliane. Il trattamento degli attivisti e l’abbordaggio in acque internazionali ha provocato una reazione tale da costringere anche Netanyahu a un tentativo per mitigare la questione, non andando tuttavia oltre una tirata d’orecchie. Secondo il premier, infatti, il comportamento del suo ministro non sarebbe in linea con i valori dello Stato ebraico, ma «impedire che flottiglie provocatorie di sostenitori del terrorismo di Hamas entrino nelle nostre acque territoriali e raggiungano Gaza» rientra nel diritto di Israele.
Inoltre, Netanyahu ha fatto sapere di «aver dato istruzioni alle autorità competenti di espellere i provocatori il prima possibile». Più corpose le tensioni tra i ministri, con il titolare degli Esteri, Gideon Sa’ar, che ha contestato duramente il collega, denunciando «il danno causato deliberatamente allo Stato di Israele con questo spettacolo vergognoso, e non è la prima volta. Hai gettato alle ortiche sforzi enormi, professionali e di successo compiuti da molti». Una critica alla quale Ben-Gvir non ha mancato di replicare, tacciando Sa’ar di debolezza.
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