Il monumento ai cinque martiri
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Gerace protagonista su Rai Fiction? In valutazione film o mini serie sui Cinque Martiri del 1847. Coinvolti i sindaci della Locride e professionisti dell’audiovisivo. Attesa per la decisione.
GERACE – Rai Fiction accoglierà l’idea di un film o di una mini serie televisiva sui Cinque Martiri di Gerace? La risposta dovrebbe arrivare entro le prossime settimane e tra i promotori trapela un certo ottimismo, anche se non si hanno notizie precise.
L’idea di portare sullo schermo la vicenda dei cinque giovani patrioti del Distretto di Gerace (pressocché l’odierna Locride), fucilati dopo un tentativo d’insurrezione antiborbonica, il 2 ottobre del 1847, lanciata dall’Associazione “Promocultura”, presieduta da Salvatore Cataldo. Il progetto è piaciuto ed è stato subito accolto dal sindaco di Gerace, Rudi Lizzi, che ha coinvolto altri nove sindaci del comprensorio. Sono i primi cittadini di Ardore, Giuseppe Campisi, di Bianco, Giovanni Versace, di Bovalino, Vincenzo Maesano, di Caraffa del Bianco, Stefano Umberto Marrapodi, di Gioiosa Jonica, Luca Ritorto, di Locri, Giuseppe Fontana, di Martone, Giorgio Imperitura, di Roccella Jonica, Vittorio Zito e di Siderno, Maria Teresa Fragomeni.
DIECI SINDACI PER UN FILM SUI CINQUE MARTIRI DI GERACE
Per tentare di far conoscere al grande pubblico una pagina di storia poco nota del Risorgimento italiano, oltre ad avvalersi del patrimonio librario fin qui prodotto sull’argomento da Vincenzo Cataldo, storico e docente universitario, i promotori si sono affidati a professionisti ed esperti dell’audiovisivo. Due nomi noti, su tutti: gli sceneggiatori e registi Mauro Graiani e Maurizio Paparazzo, anche coordinatore del progetto stesso.
A GERACE INTATTI I LUOGHI IN CUI I CINQUE MARTIRI FURONO RECLUSI
Gerace sarebbe il set naturale almeno per le scene dell’epilogo del tentativo di insurrezione, visto che conserva ancora intatti i luoghi in cui i Cinque Martiri furono reclusi, processati e fucilati; così come troverebbero adeguata visibilità i centri da cui provenivano i giovani patrioti: Michele Bello da Siderno, Gaetano Ruffo da Bovalino, Rocco Verduci da Caraffa del Bianco, Domenico Salvadori da Bianco e Pietro Mazzone da Roccella. Avevano un’età compresa tra i 22 e i 28 anni e sacrificarono le loro vite per inseguire il sogno di un’Italia unita, libera e indipendente.
LA STORIA
L’eco della loro fucilazione risuonò in tutta la Penisola e si registrarono sommosse e proteste in varie città del nord. Per l’unificazione dell’Italia, sarà decisivo il 1848, che anticiperà la spedizione dei Mille del 1860. Ma i Martiri di Gerace non c’erano più e per troppo tempo sono caduti nel dimenticatoio (negli ultimi 30 anni sono stati oggetto di ricerche e di convegni).
Questa potrebbe essere un’occasione per ricordare il loro sacrificio; intanto in attesa che Rai Fiction valuti la fattibilità del progetto si registrano i commenti positivi da parte di politici calabresi come la senatrice Tilde Minasi e l’assessore regionale Giovanni Calabrese.
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