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MATERA – Una bella sciarpa calda e variopinta, per ricordare a tutti che quel ponte di vico Commercio, cuore pulsante dei Sassi, è proprio brutto.

Dopo le polemiche di tante associazioni cittadine, le promesse e gli impegni del Comune, caduti praticamente nel dimenticatoio, ora la community di “Matera 2019”, su iniziativa dell’architetto Rita Orlando, ha voluto attaccare ieri mattina questo originalissimo promemoria.

Non una protesta, si sono affrettati a precisare i promotori, ma un semplice monito per tornare a discutere di un tema ancora caldo e sentito da tutta la città. Con la community materana c’era anche una delegazione dei giovani europei “Age Ryders”, nati sulle ceneri di un progetto europeo che ne ha favorito l’aggregazione e oggi in circa 1.600 ancora operativi nei Paesi della Comunità europea. Proprio questi ragazzi, che provengono da Nuova Zelanda, Inghilterra, Ucraina, Romania e Germania, sono venute alcune delle piccole sciarpe intrecciate ai ferri, che sono state unite fra loro per formare questa sorta di striscione multicolore, quasi a ricordare la multiculturalità dei Sassi e della loro stessa community.

Ma l’iniziativa pacifica ha visto la partecipazione di una ventina di donne materane e potentine, che si sono ritrovate allo squillo di tromba di Matera 2019. Come, appunto, l’architetto Orlando e la potentina Ida Leone, che in pochi minuti ha radunato tutto un popolo di donne del capoluogo di regione, le quali hanno saputo superare ogni steccato dello storico campanilismo Matera-Potenza, approdando nei Sassi per appendere lo sciarpone.

Con loro per questa iniziativa ribattezzata “Guerriglia Knitting” (ovvero della lavorazione a maglia), c’era anche Angela Ramundo, storica magliaia di via Lucana, che ha partecipato attivamente alla cucitura e all’installazione.

Pochi, invece, erano gli Age Ryders coinvolti nel progetto “Living on the age” ed ospitati in questi giorni nell’antico monastero materano. Fra di loro ci sono tante menti brillanti, ingegneri, progettisti di software open source, ovvero con licenza aperta e migliorabile da altri, come pure temutissimi hacker, la cui presenza ha suscitato non poche perplessità. Ma questa è un’altra storia.

Si tratta di giovani che provengono dal dibattito europeo aperto intorno al progetto del Consiglio d’Europa, denominato “Come sopravvivere ed inventarsi la vita in tempi di crisi”. C’è da scommettere che proprio loro, porteranno in Europa questa esperienza dello sciarpone sul ponte di ferro di vico Commercio, dopo essersi già confrontati su temi di rilevanza ambientale nei loro precedenti raduni di Bruxelles e Strasburgo, a cui Matera ambisce ad unirsi con pari dignità. Di sicuro, l’aver inserito in questa community il dibattito sul ponte di ferro nei Sassi, servirà ad aprire gli occhi, semmai ce ne fosse bisogno, anche alla commissione dei siti Unesco, già interessata dalle associazioni cittadine al tema. Finora, sulla questione di abbattere il mostro, si sono confrontati in varie circostanze più soggetti istituzionali, con la promessa dell’assessore ai Sassi Ina Macaione, di prendere in considerazione un’ipotesi progettuale alternativa e sostitutiva. Tutto, però, è rimasto nella storia.

a.corrado@luedi.it

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