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Su tutti i giornali ampio spazio per il dibattito sulle quote destinate dall’Ue ai singoli Paesi europei per l’accoglienza migranti: calcolate in base al Pil, in Italia saranno circa 2mila (qui l’articolo della Stampa), e in Basilicata come nelle altre Regioni si anima il confronto politico.
I temi del lavoro registrano un altro scontro attorno alle cifre che fanno esultare il governo e protestare i sindacati: in tre mesi aumento del 24% nei contratti a tempo indeterminato (+203.151), e se da un lato si parla di «boom del posto fisso» (è il titolo di taglio medio sulla prima del Messaggero), dall’altro la Cgil commenta che i privilegi sono solo appannaggio delle imprese. Per il premier Renzi «la macchina è ripartita» e i numeri forniti dall’Inps continuano a dare ragione al Jobs Act. Il Mattino dà una chiave di lettura territoriale: «il boom lo paga il Sud», recita il titolo di apertura del quotidiano campano, che nota come i nuovi contratti siano stati possibili grazie ai fondi tolti dal Piano di coesione. «L’Inps dà i numeri, taroccano i posti di lavoro» urla col consueto stile aggressivo Libero: «L’istituto guidato da Boeri sbandiera un boom di assunzioni a marzo e sembra smentire l’Istat, che aveva invece parlato di un calo. Ma – argomenta il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro – c’è il trucco: non si tratta di nuovi contratti, bensì di trasformazione di quelli vecchi grazie ai costosi sgravi fiscali». Sul fronte pensioni, invece, avanza l’ipotesi di pescare nei capitali evasi per ovviare alla bocciatura della legge Fornero.
Alle Amministrative in Trentino, l’atteso crollo di Forza Italia e la crescita – forse sopra le aspettative – della Lega di Salvini acuisce lo scontro all’interno del centrodestra che deve ridisegnare il proprio assetto e ripensare a una leadership credibile. Il Pd, invece, tiene.

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