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SAN FERDINANDO – L’ordinanza di sgombero della baraccopoli e della tendopoli  in cui vivono quasi mille migranti di origine africana è pronta è stata emessa dal sindaco di San Ferdinando Domenico Madafferi  lunedì mattina.  Una conseguenza della relazione che è stata fatta arrivare al comune pianigiano dalla responsabile del servizio ispettivo sull’igiene sanitaria dell’Asp Beatrice Forchì a conclusione di una visita nella tendopoli e nella baraccopoli posta nell’area industriale di San Ferdinando.

Una relazione pesantissima quella dell’Asp che certifica l’assoluta inadeguatezza del campo di accoglienza e soprattutto evidenzia i grandissimi rischi igienico sanitaria in zona. Sia la tendopoli ma soprattutto la baraccopoli costituiscono ferite inaccettabili  sul piano umano. Mille migranti vivono in condizioni che definire precarie sarebbe solo un eufemismo. Vivono nel fango, senza acqua e senza servizi igienici. Una vergogna certificata questa volta anche dai responsabili sanitari. Il sindaco di San Ferdinando Domenico Madafferi  quindi così come aveva annunciato sarà “costretto” ad emettere un’ordinanza di sgombero della tendopoli e della baraccopoli a garanzie della salute di chi ci vive.  E’ sarà un pugno nello stomaco a chi tra le istituzioni a cominciare dalla  Regione e dal Governo in tutti questi mesi si sono lavati le mani dell’emergenza umanitaria e delle condizioni dei migranti, costretti a vivere come bestie.

«Il mio  – ha detto Madafferi – non sarà un atto di vigliaccheria nei confronti di questi uomini disperati perché io per primo da mesi cerco aiuto e nessuno tranne il vescovo Milito e il prefetto Piscitelli mi ha voluto prestare attenzione. Ho gridato per mesi, ho bussato a tutte le porte ma nessuno mi ha aperto. Oggi l’Asp mi mette con le spalle al muro ed io non posso fare altrimenti anche a garanzia dei migranti che si sono stanziati». La decisione di Madafferi indubbiamente provocherà polemiche a non finire e costringerà lo Stato ad intervenire. Ma occorre procedere con la speranza che qualcuno decida di intervenire. Ovviamente non potrà essere il solo vigile urbano di San Ferdinando a far rispettare l’ordinanza di sgombero, dovranno farlo polizia e carabinieri e forse anche l’esercito. Perché per gestire mille uomini disperati certamente occorrerà l’esercito ed in forze. E la sola ipotesi che ciò possa davvero avvenire farebbe nascere i brividi alle istituzioni democratiche italiane che diventerebbero lo zimbello e la vergogna del mondo. Vedremo cosa accadrà e chi si assumerà la responsabilità di quello che potrebbe accadere.

Ma intanto occorre fare subito qualcosa. Madafferi aveva anche annunciato le sue dimissioni dopo l’emissione dell’ordinanza di sgombero, ma è stato bloccato dai suoi colleghi sindaci della Piana. « Se c’è da dimettersi lo faremo tutti insieme» gli hanno detto nel corso dell’assemblea dell’altro ieri a Melicuccà. « E lo faremo simbolicamente davanti alla tendopoli e alla baraccopoli della vergogna. Per dimostrare che qui lo Stato democratico ha fallito». I sindaci intanto hanno assunto l’impegno di devolvere un mese di indennità di carica ciascuno da destinare ai migranti. Soldi che aggiunti a quelli stanziati dalla Diocesi serviranno a far fronte alla fame dei migranti che giacciono “al freddo e al gelo” . «Sempre lunedì vedremo di aprire un conto corrente e cominciare ad organizzarci insieme alla Caritas – ha concluso Madafferi , poi vedremo cosa accadrà. Quel che è certo e che istituzioni nazionali e  regionali  rischiamo di fare figuracce davanti al mondo».

(aggiornato lunedì 17 dicembre 2012, ore 10,12)

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