X
<
>

Share
2 minuti per la lettura

 

Lamezia Terme (Catanzaro), 21 dic. – Il gruppo della Guardia di Finanza di Lamezia Terme (Catanzaro) ha eseguito un provvedimento di confisca nei confronti di un imprenditore indagato per il reato di estorsione commessa nei confronti dei suoidipendenti. Il sequestro ha riguardato quote societarie, titoli e disponibilità finanziarie, un terreno e 9 autoveicoli del valore di 300.000 euro. L’operazione, denominata “primo maggio bis”, costituisce lo sviluppo di quella avviata all’inizio dell’anno che aveva fatto emergere, secondo gli inquirenti, un consistente fenomeno di sfruttamento illecito dei dipendenti, attuato nel corso degli anni, in maniera sistematica dall’indagato. (AGI)
(AGI) – Lamezia Terme (Catanzaro), 21 dic. – In particolare, i finanzieri avevano scoperto che almeno dal 2007 l’imprenditore costringeva i dipendenti, con la minaccia del licenziamento, ad accettare condizioni di lavoro gravose, imponendo loro di prestare attività per otto-dieci ore al giorno, a fronte di un contratto part-time in base al quale venivano poi retribuiti per sole quattro o cinque ore giornaliere. Le indagini, nonostante la ritrosia di quasi tutte le vittimea collaborare alle indagini per il timore di essere licenziate, avevano portato all’arresto dell’uomo consentendo di verificare la reale estensione del fenomeno illecito, risultato tale da rappresentare una sostanziale fonte di arricchimento per l’imprenditore, quantificato in circa 300 mila euro. Gli accertamenti patrimoniali dei finanzieri avrebbero fatto emergere che il patrimonio accumulato era stato accumulato con lo sfruttamento dei lavoratori con modi ritenuti estorsivi, così da consentire il sequestro in vista della successiva confisca. 

LAMEZIA TERME – Il gruppo della Guardia di Finanza di Lamezia Terme ha eseguito un provvedimento di confisca nei confronti di un imprenditore indagato per il reato di estorsione commessa nei confronti dei suoi dipendenti. L’operazione, denominata “primo maggio bis”, costituisce lo sviluppo di quella avviata all’inizio dell’anno che aveva fatto emergere, secondo gli inquirenti, un consistente fenomeno di sfruttamento illecito dei dipendenti, attuato nel corso degli anni, in maniera sistematica dall’indagato. 

 

In particolare, i finanzieri avevano scoperto che almeno dal 2007 l’imprenditore costringeva i dipendenti, con la minaccia del licenziamento, ad accettare condizioni di lavoro gravose, imponendo loro di prestare attività per otto-dieci ore al giorno, a fronte di un contratto part-time in base al quale venivano poi retribuiti per sole quattro o cinque ore giornaliere. 

Le indagini, nonostante la ritrosia di quasi tutte le vittime a collaborare alle indagini per il timore di essere licenziate, avevano portato all’arresto dell’uomo consentendo di quantificare i guadagni che l’imprenditore avrebbe ottenuto sfruttando i dipendenti: si tratta di una somma di circa 300 mila euro. Un patrimonio che, secondo i finanzieri, era stato accumulato con lo sfruttamento dei lavoratori con modi ritenuti estorsivi, così da consentire il sequestro in vista della successiva confisca. 

Share

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

Share
Share
EDICOLA DIGITALE