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Incidenti mortali, male la Basilicata: Nel 2025 la mortalità più alta in Italia. Il quadro del rapporto Aci-Istat: aumentano i morti su monopattini elettrici. Il territorio lucano, con 39 vittime, si mantiene sopra la media nazionale con altre dodici regioni. Per la prima volta, dal 2021, i decessi in Italia scendono sotto quota 3000.
Triste primato per la Basilicata che, nel 2025, si conferma la regione maggiormente colpita da incidenti stradali mortali. Un trend in preoccupante e costante aumento per il territorio lucano, che nell’ultimo anno ha vestito la maglia nera nazionale con un tasso di mortalità del 7,4% ogni 100 mila abitanti, il più alto in Italia, a fronte di 39 morti accertati. Numeri decisamente più elevati rispetto al 2019, quando furono 29, ma anche rispetto al 2024, con 7 vittime in più (32 quelle rilevate).
La variazione del 21,9% da un anno all’altro è fra le più alte a livello nazionale (solo Valle d’Aosta e Molise, rispettivamente con il 28,6% e 25%, fanno peggio), così come risulta tale quella tra il 2019 e il 2025, pari al 34,9%, seconda solo a Sardegna (40,8) e la stessa Valle d’Aosta (125,0), dove tuttavia gli incidenti mortali sono stati “solo” 9, a fronte dei 4 dell’ultimo anno pre-Covid.
A certificare l’andamento dei sinistri fatali sulle strade italiane è l’Istat, nell’ambito dell’indagine condotta con Aci sull’incidentalità stradale che, come spesso accade, mostrano forti discrepanze tra un territorio e l’altro. La Basilicata, in ogni caso, resta costante nel posizionarsi nelle parti alte (o altissime) di una graduatoria che, già nel 2024, la vedeva al di sopra della media nazionale (5,1) per numero di morti. Andamento confermato anche lo scorso anno, con un dislivello piuttosto ampio (7,4 contro 4,9), anche se condiviso da altre dodici regioni.
INCIDENTI MORTALI IN BASILICATA: L’ANALISI NAZIONALE DEI DATI ISTAT SULLA TIPOLOGIA DI STRADE E SULLA MOBILITÀ
Il dato più rilevante mostrato dall’analisi dell’Istituto riguarda i luoghi degli incidenti. Le strade urbane concentrano circa tre incidenti su quattro ma il numero delle vittime è maggiore su quelle extraurbane. In entrambi i casi, il dato relativo ai sinistri è comunque in aumento: +1,8% sulle urbane, +4,7% sulle extra, mentre autostrade e raccordi vedono un calo (-2,4%). Al contrario, i decessi calano sulle arterie non autostradali (-7,1% e -4,9%), mentre sui tratti autostradali si registra un lieve aumento (+0,8%).
Un aspetto da tenere in considerazione visto che, nel 2025, i livelli di mobilità sono definitivamente tornati ai livelli precedenti alla pandemia, peraltro senza risentire di fattori quali i costi energetiche e le politiche di regolazione dei flussi urbani. Va inoltre sottolineato che il numero complessivo delle vittime, sul piano nazionale, risulta comunque in calo: lo scorso anno, sono state in tutto 2.868, il 5,3% in meno rispetto al 2024, a fronte di un aumento dei feriti pari all’1,7% (237.822), su un totale di 177.207 sinistri (+2,2%). Variazioni significative e ambivalenti anche rispetto al 2019, con morti e feriti in calo (-9,6% e -1,5%) ma incidenti stradali in un aumento (+2,9%).
COMPORTAMENTI ALLA GUIDA E NUOVE TENDENZE DELLA MICROMOBILITÀ
Per quanto riguarda le motivazioni connesse agli incidenti, l’Istat individua nei comportamenti errati alla guida le cause più frequenti. In primis la distrazione ma anche «il mancato rispetto della precedenza, la velocità troppo elevata e la manovra irregolare. Insieme, costituiscono il 43,1% delle cause di incidente. La guida troppo veloce, dopo la sosta vietata, è la violazione più sanzionata e rappresenta il 37% del totale. Aumentano le sanzioni per mancato uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini (2,1% del totale), restano elevate quelle per uso improprio di dispositivi durante la guida e crescono quelle per guida sotto l’effetto di stupefacenti, mentre calano quelle per guida in stato di ebbrezza.
Nei Comuni capoluogo, anche per effetto delle nuove norme, le sanzioni ai conducenti di monopattini superano di oltre tre volte i livelli del 2024». Nondimeno, risulta in aumento il numero delle vittime per chi conduce o viaggia come passeggero di mezzi a due ruote quali biciclette (tradizionali o elettriche) e monopattini elettrici, così come la mortalità si conferma elevata tra gli autisti di autocarri, mentre diminuisce per tutte le altre categorie di conducenti.
Nello specifico, «le vittime della mobilità attiva e della micromobilità ammontano complessivamente a 253 (+21,6% rispetto al 2024): 198 tra ciclisti (+20%), 30 tra utilizzatori di biciclette elettriche (+50%) e 25 tra conducenti di monopattini elettrici (+8,7%). Per il secondo anno consecutivo cresce il numero di deceduti tra gli occupanti di autocarri, che raggiunge 166 (+13,7%). In diminuzione risultano invece le vittime tra gli occupanti di autovetture (1.125; -10,1%), i motociclisti (802; -3,4%), i ciclomotoristi (56; -8,2%) e i pedoni (419; -10,9%)».
INCIDENTI MORTALI IN BASILICATA: LE REAZIONI DEL MINISTERO E LE PROSPETTIVE NORMATIVE SULLA SICUREZZA STRADALE
Numeri alla mano, in sostanza, i decessi in Italia a causa di incidenti stradali sono in lieve discesa. Un risultato accolto in ogni caso con cautela dal Ministero dei Trasporti, che pure sottolinea come «per la prima volta il numero è sceso sotto i 3000». Il totale di 2.868 vittime è però tutt’altro che rassicurante, visto anche l’aumento tra chi, sulla strada, non utilizza un’auto: «Le modifiche al Codice della strada entrato in vigore a dicembre 2024 iniziano a portare risultati incoraggianti che devono però essere accompagnati da ulteriori accorgimenti normativi e di sensibilizzazione.
Dai dati emerge anche che il numero delle vittime aumenta tra conducenti e passeggeri di biciclette, biciclette elettriche, monopattini elettrici e autocarri, mentre diminuisce per tutte le altre categorie di utenti della strada. Proprio in questo contesto si inseriscono le ultime novità normative che il ministro Salvini ha voluto aggiungere riguardo i monopattini». Un aspetto da tenere in debita considerazione nel momento in cui gli aggiornamenti del Codice della Strada richiedono un’elasticità normativa volta a garantire la sicurezza per coloro che viaggiano su mezzi che, di per sé, non consentono una protezione esterna. Dispositivi che, proprio per la loro natura, richiederebbero un supplemento nella dose di prudenza da parte di chi li utilizza. Altro aspetto su cui lavorare.
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