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AREZZO (ITALPRESS) – Il film del ritorno in B dell’Arezzo inizia in un caldo pomeriggio di agosto quando al ‘Città di Arezzo’ arriva il Bra in Coppa Italia. Gli amaranto vincono di misura, ma sorprendono per il bel gioco espresso dopo così poco tempo di preparazione. Ha grandi ambizioni il presidente Manzo che insieme alla figlia Francesca gestisce la società. Oltre alla squadra competitiva per la categoria, vogliono rifare di sana pianta lo stadio.
E il progetto, che parte come una grande utopia, il 2 di aprile scorso, riceve tutti i consensi e le autorizzazioni a procedere. Alle riconferme di Chiosa, Guccione, Chierico, Mawuli, Pattarello, Ravasio e Tavernelli, il ds Cutolo aggiunge qualità in porta (Venturi), in difesa, con l’inserimento di Gilli, Gigli e De Col, a centrocampo con l’innesto di Iaccarino e davanti, l’esterno Varela e l’attaccante Pietro Cianci.
L’Arezzo parte molto bene in campionato, solo il Ravenna neo promosso e l’Ascoli, sicuramente la squadra più organizzata, rimangono nella sua scia. E sono proprio gli amaranto guidati da mister Cristian Bucchi ad aggiudicarsi gli scontri diretti: in trasferta a Ravenna il 19 ottobre, l’Arezzo vince 3-0 grazie a Tavernelli, Ravasio e Varela. Altra vittoria di rilievo il 2-0 rifilato in casa dell’Ascoli il 23 novembre grazie alle reti di Pattarello e Chierico. Ma è il Ravenna la squadra più continua: alla vigilia di Natale è campione d’inverno stando a riposo (avrebbe dovuto giocare contro il Rimini escluso dal campionato), mentre l’Arezzo impatta a Sassari.
Decisivo è stato l’inizio del girone di ritorno, con gli amaranto che hanno raccolto 13 punti su 15, sorpassando il Ravenna e allungando sull’Ascoli in classifica. Un cammino regolare e d’alto livello per il Cavallino, una sgassata che ha creato quasi il vuoto alle spalle. Acquisti mirati come Ionita e Coppolaro a gennaio, danno fiducia al gruppo. Ma probabilmente l’enorme vantaggio accumulato ha pesato molto nella testa dei giocatori dell’Arezzo che negli ultimi mesi hanno raccattato solo 6 punti su 5 gare giocate dentro le mura amiche. Un bilancio negativo che ha visto ridursi drasticamente il vantaggio e accorciarsi notevolmente la classifica.
Un finale di stagione intenso, logorante dal punto di vista emotivo, pieno di alti e bassi. Quel motore roboante dell’Arezzo che ha sfrecciato fino a marzo, ad un certo punto si è fermato. E lo ha fatto nel momento centrale dell’anno. Dopo il pari interno con il Ravenna e la sconfitta casalinga a distanza di quattro giorni con la Ternana, l’Arezzo riprende fiato andando a vincere a Campobasso, ma a metà marzo è fermato ancora una volta sul proprio terreno dal Perugia.
La sconfitta più eclatante arriva di lunedì sera: al Città di Arezzo c’è l’Ascoli per il big match del girone B della serie C. La partita che disputano gli amaranto non è delle migliori, la squadra ha perso la verve che l’ha contraddistinta per la maggior parte della stagione, il dischetto che l’arbitro indica al minuto 111 in favore dei bianconeri fa calare il silenzio, ammutolisce i presenti.
Il vantaggio diminuisce di gara in gara e l’Arezzo si trova a gestire nelle ultime tre partite di campionato la differenza reti perché i punti, 77, sono gli stessi dell’Ascoli. Il finale è tutto da scrivere e riscrivere, da raccontare e da ricordare. 26 aprile 2026 l’Arezzo, dopo 22 anni, torna in serie B. E lo fa proprio all’ultima giornata con Tavernelli, Arena e Pattarello. Ed ora che la festa abbia inizio.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
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