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POLICORO – Sigilli a lidi e chioschi mobili sul lungomare centrale di Policoro. Nella giornata di martedì, i militari della Guardia costiera di Taranto hanno effettuato un blitz, sequestrando le strutture rimuovibili presenti sulla Duna attrezzata.
Non si tratta di un’operazione nuova, ma di normale pattugliamento della costa/arenile, in quanto già negli anni passati sono stati notificati verbali ai proprietari per inadempienze. La prima della quale era, appunto, quella di smontare il lido/chiosco dopo la stagione estiva. Infatti, le concessioni demaniali scadrebbero il 30 settembre. Qualcuno ha ottemperato ai termini perentori, smontato la struttura con la fine della stagione estiva 2014; anzi, qualche operatore turistico ha addirittura anticipato i tempi e chiuso i battenti, già a cavallo tra fine agosto e inizio settembre, quando sul lungomare non circolava più nessuno, vuoi per le avverse condizioni meteo vuoi perché la stagione da queste parti finisce la settimana dopo Ferragosto.
Così chi non ha provveduto alla rimozione della propria attività è incorso l’altro giorno nelle sanzioni dei marinai, corpo preposto alla tutela delle acque e patrimonio demaniale marittimo. A dire il vero c’è stato anche chi ha presentato domanda di deroga alle concessioni all’apposito ufficiale regionale per poter utilizzare il lido anche fuori stagione, però da quello che ci risulta è un solo caso, almeno a Policoro. Gli altri speravano nella clemenza dei controllori dato che erano passati, prima del controllo, tre mesi senza che nessuno si era fatto vivo. Invece la Guardia costiera è stata fin troppo magnanima aspettando oltre 90 giorni, dando così la possibilità ai titolari delle strutture di procedere con calma allo smontaggio dei chioschi e lidi evitando così di penalizzare gli stessi appesantendo i loro bilanci con sanzioni.
Forse, però, qualcuno pensava di poter tirare avanti per qualche altro mese, visto che marzo non è lontanissimo, e trovarsi così la struttura pronta nuovamente per essere riaperta. Invece, purtroppo per loro, non è stato così e sono finiti nel libro nero dei pubblici ufficiali. Non dobbiamo, però, tralasciare le ragioni dei sanzionati, poiché in passato hanno fatto appello al buon senso delle istituzioni e in qualche caso a sentenze del Tar pugliese, che in un certo qual modo dava ragione ai loro colleghi pugliesi con la possibilità di tenere in piedi le strutture, allungando di fatto i tempi delle concessioni nella cosiddetta destagionalizzazione, ed evitando i costi dello smontaggio e montaggio degli stessi che comporta una spesa non indifferente.
Ricordiamo che i controlli di martedì hanno riguardato solo le strutture mobili e non i classici lidi fissi.

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