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POTENZA – Lontano da strumentalizzazioni e da prese di posizione rimane che266492 la questione delle consulenze tra Agenas, Regione e il dirigente Montagano ha scatenato un “putiferio”. E dai canali ufficiali della Regione c’è la smentita netta dell’assessore alla Sanità Attilio Martorano (in foto)che critica il modo di agire dei consiglieri del Pdl. Non si è fatta attendere ovviamente, la replica degli stessi consiglieri accusati di “strumentalizzazioni” e di alimentare la maldicenza. In più l’associazione sindacale di catagoria della Cgil ha annunciato che presenterà denuncia alla Procura della Repubblica e alla Corte dei conti su tutta la materia delle doppie consulenze dei dirigenti regionali. La questione sulla quale interviene Martorano in ogni caso è legata all’interrogazione consiliare presentata dall’esponente dell’Api alla Regione Alessandro Singetta rispetto alle consulenze extra effettuate “periodicamente” dai dirigenti regionali. Come da regolamento gli incartamenti sono stati consegnati a tutti e 30 i consiglieri regionali. Dalle carte è quindi poi partita l’interrogazione dei consiglieri regionali Venezia, Pagliuca, Pici e Rosa sulla vicenda della consulenze che avrebbero interessato l’agenzia nazionale Agenas, la Regione e il dirigente Montagano. Ma per chi grida allo scandalo (i 4 del Pdl) c’è Martorano che “smonta” il caso e spiega che si tratta di un “flop”. In buona sostanza l’assessore Martorano spiega: «Non sussiste né è mai stato conferito, alcun incarico di consulenza dall’Agenas al dirigente della Regione Basilicata Giuseppe Montagano. Lo stesso Montagano, su designazione della Regione e a titolo totalmente gratuito nell’ambito dei suoi normali compiti di ufficio, coordina i rapporti che la Regione ha con l’Agenas per l’assistenza nella predisposizione del Piano regionale della Salute». E quindi Martorano sottolinea: «La questione è stata sollevata da un’interrogazione consiliare e avremmo voluto aver modo di chiarire che è totalmente falsa nelle sedi competenti ma i toni da scandalo utilizzati da chi ha sollevato il caso e quelli di pari tenore con cui organi di stampa hanno riportato la notizia, il tutto dando i fatti per assodati pur senza dar corso ad alcuna verifica, impongono un chiarimento pubblico e immediato nell’interesse dei cittadini e del loro rapporto con le istituzioni». E per avere ancora più forza nella smentita, l’assessore Martorano fa sapere di aver contattato il direttore dell’Agenas, Fulvio Moirano, che «ha risposto mettendo nero su bianco che “questa Agenzia, non ha mai conferito alcun incarico al dottor Giuseppe Montagano, né a titolo gratuito né a titolo oneroso».
Per ulteriori chiarimenti Martorano aggiunge: «Questione destituita da ogni fondamento, anche se è agevole ricostruire come sia nato il “falso scandalo”. Lo stesso dirigente Montagano aveva effettivamente ricevuto dall’Agenas, in passato, una proposta di consulenza, per altro su materie che nulla avevano a che vedere con la Basilicata, e per effettuarla aveva chiesto autorizzazione ai competenti uffici regionali. Ma proprio la decisione della Regione Basilicata di avvalersi della consulenza dell’Agenas (organismo del Ministero della Salute) e l’incarico conferito allo stesso Montagano di coordinarne i rapporti ha fatto sì che tale eventualità non avesse corso, anche per espressa volontà dello stesso dirigente».
Da qui alla risposta politica è un passo. Così Martorano stigmatizza: «L’attività di controllo esercitata dall’opposizione è per noi più che un adempimento a cui rispondere uno stimolo a fare sempre meglio ma bisogna evitare che diventi il facile canale con cui rancorosi riescono a creare infondati scandali mediatici. Per questo ribadiamo che siamo sempre pronti a dare risposte in consiglio alla pubblica opinione e a chi la rappresenta, ma gridare allo scandalo senza aver nemmeno chiesto chiarimenti non è una pratica edificante per la qualità del dibattito istituzionale. Per questo riconosciamo il valore dell’interrogazione quale strumento ispettivo e non di mera propaganda tendente a esaltare la pratica della maldicenza».
Sulla questione si inserisce anche il capogruppo del Pd, in consiglio regionale, Vincenzo Viti che dà manforte a Martorano nelle critiche all’opposizione: «Al di là del flop evidente della manovra propagandistica posta in atto, credo valga la pena di osservare come gli strumenti ispettivi a disposizione dei consiglieri regionali tendano sempre più frequentemente ad essere utilizzati come arnesi contundenti o come mazze ferrate da roteare nell’aria per fini che nulla hanno a che fare con l’approfondimento dei fatti e con l’accertamento delle eventuali responsabilità. Può anche darsi che tecniche intimidatorie e processi preventivi servano, per stare al gergo sanitario, a rianimare il sensorio claudicante del Pdl. Dubito però che valgano a costruire dialettiche vere e relazioni corrette centrate sull’onesta e documentata ricerca della verità. Se questa è la regola, a risentirci al prossimo flop».

Salvatore Santoro

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