Tempo di lettura 2 Minuti

COSENZA – Il tratto dell’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, tra gli svincoli di Laino Borgo e Mormanno (CS), è stato chiuso dal 3 marzo a causa del sequestro del viadotto «Italia» da parte della magistratura per un incidente mortale sul lavoro: per questo motivo l’Anas ha individuato percorsi alternativi, differenziati per il traffico pesante e leggero (e che riguardando anche la viabilità in Basilicata), e presidi fissi agli svincoli, poiché «non sono prevedibili i tempi di riapertura del tratto». E’ quanto è emerso oggi, a Potenza, nel corso di una riunione del Comitato operativo per la viabilità che si è svolta in Prefettura.

LE IMMAGINI DEL CANTIERE DOVE E’ MORTO L’OPERAIO

Il rischio di una chiusura prolungata ha fatto scattare l’allarme per l’economia, dal momento che il trasporto su gomma costituisce spesso l’unico mezzo per muovere le merci. A spiegare i riflessi pratici sui due comparti strategici i Calabria e Sicilia è Salvatore Bella, presidente dell’associazione Aitras che rappresenta i circa quindicimila trasportatori siciliani. «L’ottanta per cento del trasporto su gomma è dedicato all’ortofrutta; un comparto che impone una regola semplice e secca: in ventidue ore la merce appena raccolta deve stare nei mercati del Centro e del Nord. Altrimenti la puoi buttare. Con gli eterni rallentamenti sulla A3 a stento ci riuscivamo prima; ora, con le di aviazioni imposte dai percorsi alternativi ci vogliono circa trenta ora. E noi siamo fuori».  E se sono fuori i trasportatori siciliani e calabresi, va da sé che è fuori la produzione di entrambe le regioni. 

Senza contare, aggiungono gli autostraportatori, che l’aumento di ore necessarie a raggiungere la destinazione impone l’aumento del numero di autisti  in turno su  ogni mezzo, obbligati dal codice della strada a un numero massimo di ora di guida al giorno.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •