X
<
>

La New York Redux Band al Medimex 2026

6 minuti per la lettura

Nella seconda serata, un omaggio ai 50 anni del punk e una lunga serie di artisti a celebrarlo in un progetto in anteprima al Medimex 2026 e poi Slowdive e Suede


La seconda serata live del Medimex parte al massimo con uno dei temi centrali di questa edizione: l’anniversario dei cinquant’anni del punk. La nascita del genere musicale, che poi diventerà una subcultura declinata in base al luogo di sviluppo, è imputabile con il disco omonimo di esordio dei Ramones.

L’OMAGGIO AI 50 ANNI DEL PUNK

Il primo concerto della serata della scorsa domenica nella Rotonda sul lungomare di Taranto raccoglie diversi musicisti newyorkesi in un ‘super gruppo’ creato ad hoc per esibirsi con i brani dei fratelli del punk. Il progetto ‘NYC Redux Band playing the music of Ramones’, creato in anteprima per i Medimex, è stato ideato e curato dal produttore e ingegnere del suono italo-americano Marc Urselli.

Da menzionare anche altri eventi punk creati per la cinque giorni tarantina. Per prima la mostra ‘Roberta Bayley: The Ramones, CBGB’s and New York City’, con le sue foto fatte ai Ramones a partire dalla copertina del loro primo disco. E il video mapping del Medimex, ‘Hey Ho! Let’s go!’, sulla facciata del Castello Aragonese di Taranto che come ogni anno diventa un monitor tridimensionale raccontando storie musicali.

Dai Ramones a Bella Ciao

I brani eseguiti sono diversi: la maggior parte dal disco che quest’anno compie i cinquant’anni ma anche altre hits storiche. Da una delle tracce bonus inserite nella versione expanded del 2001, I Can’t Be, e interpretata da Tammy Faye Starlite. Per proseguire con Listen to my heart e 53rd & 3rd con la voce di Kid Congo Powers (ex Bad Seeds, The Cramps e The Gun Club). E ancora con un duetto, Victoria Espinoza e Kay Bon Tempo (Puzzled Panther), per la performance di I Wanna Be Your Boyfriend.

New York Redux Band (foto di Fiorella Tarantino)

L’entrata in scena di Eugene Hütz (Gogo Bordello) scatena l’inferno già acceso dai precedenti artisti. Hütz saltella per tutto il palco preso dallo spirito punk di I Wanna Be Sedated, Pet Sematary, Poison Heart, e nel gran finale corale di Blitzkrieg Bop mashappato con il brano italiano simbolo della resistenza partigiana, Bella Ciao. Nel sottopalco notevole presenza di ragazzini che affascinati dal concerto cantano ogni singola canzone. E perfino qualcuno che azzarda al crowd surfing. Appare evidente che le nuove generazioni sono state contagiate dal fenomeno punk che dimostra che pur essendo arrivato a cinquant’anni non morirà mai.

SLOWDIVE

Dalla frenesia del più incontrollato punk si passa alle distorsioni e riverberi pacati corredati da voci eteree degli Slowdive. Il gruppo torna sul palco del Medimex per la seconda volta, anche se nel 2017 aveva suonato a Bari. All’epoca gli inglesi si erano riuniti dopo un fermo di più di vent’anni per dare alla luce due dischi.

Una tempesta cupa come uno sciame di pipistrelli percorre la prima Shanty. La ‘seconda vita’ degli Slowdive appena evidente con Star Roving. Il brano segna nel 2017 il ritorno della band inglese sempre sotto il segno dello shoegaze e di tutte le caratteristiche al seguito ma con un respiro più fresco e contemporaneo all’epoca della pubblicazione. Ci si sposta ai primi Slowdive con Catch The Breeze dove regnano le atmosfere rarefatte e le voci sognanti. Sulla stessa scia Crazy for you, che però fa parte del terzo disco. Il basso preponderante, o per meglio dire drum and bass, riverbera attraverso la scansione della batteria su Souvlaki Space Station. L’ascolto live riesce, attraverso le note, a teletrasportarti in un universo parallelo.

Gli Slowdive (foto di Fiorella Tarantino)

Le voci di Neil Halstead e Rachel Goswell creano una rete fitta dalla quale non ci si vuole sbrogliare: Sugar for the pill, dall’ultimo lp, dove lo zucchero va a simboleggiare la ricerca di ingentilire una situazione amara. Alison mette alla luce un dream pop dove i due elementi, psichedelia e pop, convivono in un perfetto equilibrio. Il testo nasce al tramonto della relazione tra Goswell e Halstead, simboleggiando la scrittura introversa di quest’ultimo. Da menzionare l’omaggio fatto a Syd Barrett da parte della band, Golden Hair, che appare nella loro prima raccolta, Blue Day. La chiusura del loro live appare in questo modo carico di un’emozione palpabile e profonda.

SUEDE

Sotto il segno della comunicazione e del contatto con il pubblico prosegue la seconda serata del Medimex. Brett Anderson, frontman dei Suede, corre e salta sul palco per lanciarsi diverse volte nella direzione del contatto diretto con la platea presente nella piazza della Rotonda sul lungomare tarantino. Nella foga del live arriva perfino a ruotare il microfono col filo come un vero cowboy. La folla risponde alle sue richieste di vicinanza con entusiasmo senza mai tirarsi indietro.

Disintegrate e Antidepressants, primi due brani della scaletta, spingono infatti forte sull’acceleratore dello scoppiettante impeto da performer dei Suede. I brani sono tratti dal loro ultimo disco, appunto Antidepressants, che traccia delle linee di un post punk e di un rock gotico sia musicalmente che nelle tematiche. Si intrecciano racconti sul male del secolo, cioè la depressione, e l’eterna paura della mortalità.  Non mancano i brani storici del gruppo brit pop, come non citare Trash, Filmstar, Beautiful Ones, Animal Nitrate e So Young. Su Trash, brano simbolo del gruppo, il pubblico parte in folli cori da stadio incitati da un Anderson che agita le braccia come un direttore d’orchestra.

I Suede (foto di Fiorella Tarantino)

Carica rock e commozione acustica

Ne segue un’altra hit, Animal Nitrate, giocata tra ironia e critica sul contesto storico degli anni 90 vissuto dai giovani dell’epoca. Da uno dei primi riff creati dal nuovo chitarrista Richard Oakes nasce Beautiful ones. Il brano viene composto da Oakes dopo la sfida lanciategli dal bassista Mat Osman alla creazione di un brano da top ten. Altro grande successo è Filmstar giocato sul richiamo al glam rock di stampo bowieano nello stile musicale e accostato alla critica delle stelle del cinema, appunto. Nel mezzo di questa carica rock non manca spazio per rallentare con dei brani suonati in maniera essenziale. Ascoltiamo a tal proposito con grande commozione le versioni acustiche di 2 of Us o She’s in Fashion.

VERSO IL 2027

Mentre le date del 2027 sono già state annunciate, il mega concerto del Medimex 2026 è stato capace di concludere in bellezza l’edizione 2026 fungendo da ciliegina sulla torta a una cinque giorni all’insegna della passione della musica ma anche di ogni forma artistica. Il festival e conferenza della musica si conferma anche quest’anno l’appuntamento con la A maiuscola dell’estate non solo di livello nazionale ma internazionale.

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

SFOGLIA