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E’ durato circa due ore l’interrogatorio di garanzia per Diego Maria Caggiano e Giuseppe Trementino, i due indagati per estorsione aggravata e continuata nei confronti di alcuni sacerdoti gay di Molise, Emilia Romagna, Lazio e Sicilia

I due, hanno risposto a tutte le domande del Gip di Isernia, Roberta D’Onofrio, «chiarendo – secondo quanto si è appreso – la loro posizione». L’interrogatorio si è svolto per rogatoria a Isernia perchè la Procura titolare dell’inchiesta è ancora quella di Lagonegro (Potenza) sebbene la magistratura lucana si stia accingendo a trasmettere gli atti a quella molisana competente per territorio, essendosi consumato a Isernia il reato principale.

Le indagini che hanno determinato l’arresto dell’abruzzese Caggiano, 35 anni di Tornimparte (L’Aquila), e del molisano Trementino (39, di Bagnoli del Trigno (Isernia) sono state condotte dai carabinieri di Lagonegro e coordinate dalla locale Procura perchè il primo tentativo di estorsione denunciato da un prete si era consumato a Maratea (Potenza). Il reato più grave, il pagamento tramite vaglia postale della cifra richiesta ai preti in cambio del silenzio sull’omosessualità, si è materializzato, invece, in provincia di Isernia tramite il pagamento attraverso vaglia postale. Pertanto il fascicolo dovrà essere trasferito alla Procura pentra. Gli avvocati dei due indagati temono che la vicenda dell’incompetenza territoriale e i tempi del trasferimento degli atti possano rallentare l’iter.

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