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truffa sul “Bonus ristrutturazioni” a Soverato: la Finanza sequestra 3 milioni di crediti e beni di lusso. Cinque indagati.


CATANZARO – Un vortice di crediti d’imposta fittizi, lavori di ristrutturazione mai eseguiti e un sistema di “scatole cinesi” per monetizzare soldi pubblici. I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro, coordinati dalla locale Procura, hanno smantellato un’associazione per delinquere finalizzata alla creazione di falsi crediti legati al “Bonus ristrutturazioni”. L’operazione ha portato al sequestro preventivo di crediti inesistenti per 3,2 milioni di euro e all’applicazione di misure cautelari reali per un valore di 1,6 milioni, corrispondenti al profitto illecito già incassato dal sodalizio.

LAVORI FANTASMA E CESSIONI A CATENA

Al centro dell’inchiesta, condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, figura un soggetto di Soverato che, tramite la propria ditta individuale, avrebbe generato crediti d’imposta per ristrutturazioni edilizie totalmente inesistenti. Il meccanismo sembrerebbe ben oliato. La ditta attestava lavori mai compiuti. I crediti venivano quindi ceduti a prezzi ribassati (o gratuitamente) tra una serie di imprese riconducibili ai sodali. E, una volta “ripuliti” attraverso i vari passaggi, i crediti venivano venduti a istituti di credito in cambio di denaro contante.

I SEQUESTRI: IMMOBILI E AUTO DI LUSSO

L’ordinanza emessa dal Tribunale di Catanzaro ha colpito duramente il patrimonio del gruppo. Oltre al blocco dei cassetti fiscali, le Fiamme Gialle hanno sequestrato: Disponibilità finanziarie e quote societarie, 5 immobili situati tra le province di Catanzaro e Venezia e 12 autoveicoli. Tra i quali spicca una Maserati, simbolo del tenore di vita garantito dall’illecito.

TRUFFA DEI BONUS RISTRUTTURAZIONI A SOVERATO: GLI INDAGATI E LE SOCIETÀ COINVOLTE

Sono cinque le persone fisiche deferite all’Autorità Giudiziaria per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Due, invece, i soggetti giuridici segnalati per responsabilità amministrativa.

I nomi delle persone coinvolte: Damiano Buoncore, nato a Soverato (1996), Vito Michele Loprieno, nato a Soverato (1965), Antonio Loprieno, nato a Soverato (1991), Marcello Talotta, nato a Catanzaro (1971), Francesco Di Meglio, nato a San Donà di Piave (1976). Mentre le società segnalate sono: Ingegneria Applicata Srls (rappresentata da Vito Michele Loprieno) e l’Elettra Servizi di San Donà di Piave.

L’attività investigativa rappresenta un ulteriore successo della Guardia di Finanza nel contrasto alle frodi che sottraggono risorse vitali al bilancio dello Stato. È doveroso ricordare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, per tutti gli indagati, vige il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

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