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«LA giustizia sta facendo il suo corso e dobbiamo darle tempo, ma quando tutti i necessari sopralluoghi saranno terminati speriamo che venga dato il permesso per intervenire almeno sul terrazzino di ingresso  ai locali parrocchiali. Va impermeabilizzato al più presto, ora c’è acqua e muffa e, di conseguenza, sono pessime le condizioni dei locali sottostanti». Dario De Luca parla da tecnico. Prima che la sua vita prendesse una diversa direzione, è stato lui a occuparsi dei sopralluoghi tecnici alla chiesa della Trinità, che non è in buone condizioni. Del resto quella famosa mattina del 17 marzo 2010 – quando i poveri resti di Elisa Claps vennero ritrovati – gli operai erano nel sottotetto proprio per effettuare dei lavori di manutenzione che, ovviamente, non sono mai stati fatti.

All’interno quindi non si può intervenire. Resta però un problema di sicurezza pubblica che ha costretto a un intervento almeno esterno. Così, a oltre quattro anni dalla chiusura, per motivi precauzionali, ieri mattina è stata transennata l’area antistante la chiesa.

I lavori all’esterno della chiesa si sono resi necessari a causa della caduta di calcinacci: i tecnici dovranno valutare gli interventi da effettuare per mettere in sicurezza la zona, nel pieno centro storico della città lucana.

La chiesa fu chiusa il 18 marzo 2010, il giorno dopo il ritrovamento del cadavere della giovane, ed è rimasta sotto sequestro, per decisione della Magistratura di Salerno che ha coordinato le indagini sull’omicidio (Danilo Restivo è stato condannato in primo e secondo grado a 30 anni di reclusione), dal primo aprile 2010 al 13 aprile 2012. Da quel giorno, la chiesa è chiusa in attesa dei lavori di restauro: numerose infiltrazioni di acqua e il maltempo hanno seriamente danneggiato la chiesa, anche se l’aula ecclesiale è ancora in condizioni accettabili. Più grave la situazione nel Centro giovanile “Newman”, che aveva sede nella canonica: probabilmente dovrà essere abbattuto.

an. g.

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