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Vito Bardi

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Il governatore della Basilicata Vito Bardi, a Roma per discutere a Palazzo Chigi delle principali vertenze lucane (automotive, estrazioni petrolifere, energia, ecc), ma niente sindacati presenti al confronto e si scatena la bufera


«È piuttosto singolare che l’incontro che si è tenuto a Palazzo Chigi con il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, su alcune delle maggiori vertenze lucane, come l’automotive, le estrazioni petrolifere e in generale il tessuto produttivo e industriale, sia avvenuto escludendo totalmente i sindacati e i milioni di lavoratori e lavoratrici che rappresentano». Il segretario generale della Cgil, Fernando Mega, si fa portavoce di una posizione condivisa.

Il delicato incontro sul futuro energetico lucano, fissato in calendario il 16 luglio a Roma, è avvenuto in assenza di rappresentanze sindacali, nonostante il pressing per la consegna, al Governo nazionale, di «quella che abbiamo definito “vertenza Basilicata”, visto anche il diretto coinvolgimento sul territorio di multinazionali e grandi player nazionali. Ma a oggi non abbiamo ricevuto mai alcuna convocazione, salvo poi apprendere dalla stampa di questo incontro i cui esiti sono stati diffusi in maniera molto generica dall’ufficio stampa della giunta regionale». Da qui, la richiesta al governatore di «un confronto urgente», in assenza del quale «sarà mobilitazione unitaria».

LA QUESTIONE ENERGETICA

Per quanto riguarda la questione energetica, secondo Mega «dopo 25 anni di trivellazioni che hanno prodotto il deserto da un punto di vista economico e occupazionale, con i giovani che fuggono e il governo centrale che nulla ha restituito alla Basilicata in termini di occupazione, investimenti e infrastrutture, nonostante la presenza di multinazionali come Eni, Total ed Enel, quest’ultima a partecipazione pubblica, è il caso di interrogarsi. Siamo in grosso credito nei confronti del Governo nazionale ed è il momento di rendere questi crediti esigibili in termini di compensazioni ambientali, sostenibilità ambientale e sociale e tutela del diritto alla salute, all’istruzione e alla mobilità di questa regione».

Il segretario Cgil ricorda l’appello all’unità lanciato durante l’assemblea generale, «al fine di risollevare la Basilicata dalla inesorabile decadenza economica e sociale in cui si è abissata e che ne mette a rischio la stessa sopravvivenza. Ma il Governo Bardi, noncurante, ha preferito proseguire sulla strada da tempo tracciata delle logiche di Palazzo, tenendo fuori i sindacati e di conseguenza le istanze che rappresentano».

NECESSARIA LA PARTECIPAZIONE DEI LACORATORI NELL FASI DECISIONALI

Non dissimile la posizione espressa dalla Cisl Basilicata, che prende atto dell’incontro a Palazzo Chigi stigmatizzando l’assenza di un confronto tra le rappresentanze sociali e ribadendo, tramite il segretario generale Vincenzo Cavallo, la necessità di «un metodo stabile di partecipazione dei lavoratori e delle parti sociali a ogni fase delle decisioni che riguardano il loro futuro. Parliamo di dossier fondamentali per il lavoro e lo sviluppo della nostra regione: dall’automotive alla gestione delle risorse idriche ed energetiche, fino ai progetti Zes. Per questo rivendichiamo che i tavoli tecnici bilaterali annunciati dal presidente Bardi non restino un confronto tra Regione e ministeri, ma si aprano fin da subito alla presenza attiva delle organizzazioni sindacali, unica garanzia che le strategie messe in campo tengano conto realmente delle condizioni di chi lavora e di chi rischia il posto di lavoro».

Il segretario della Cisl insiste sul fatto che «la partecipazione non è una cortesia concessa ai sindacati, ma lo strumento che rende le decisioni più solide, più condivise e più efficaci. La Basilicata non può permettersi scelte calate dall’alto su temi che decidono il destino occupazionale di interi settori e la vita delle comunità. Chiediamo che il metodo partecipativo diventi la regola per ogni tavolo sulle grandi questioni strategiche che riguardano il futuro della Basilicata».

UN CONFRONTO TERRITORIALE NECESSARIO

I processi di adeguamento dei progetti energetici resta un tema focale a tutti i livelli. Anche perché, negli ultimi mesi, le stesse società attive sul territorio lucano hanno ribadito la volontà di investire ulteriormente, rafforzando la produzione. Il che, genera inevitabilmente la necessità del confronto, anche territoriale, come ribadito dal segretario generale della Uil Basilicata, Vincenzo Tortorelli, atteso lunedì prossimo dall’esecutivo confederale, che porrà al centro proprio le profonde trasformazioni economiche, sociali e produttive che interessano la Basilicata e le iniziative da mettere in campo per affrontare una fase particolarmente delicata per il futuro della regione. Inevitabilmente, il confronto verterà anche sul tavolo di Palazzo Chigi e sulle tematiche trattate nell’ambito del confronto tra il governo regionale e quello nazionale sulla questione energetica (e non solo).

«È necessario – ha affermato Tortorelli – che il presidente Bardi apra al confronto in maniera strutturale, puntuale e dettagliata ai sindacati e alle parti sociali sui dossier affrontati, sulle proposte presentate e sugli impegni assunti nel confronto con il Governo. Il comunicato diffuso al termine dell’incontro non è sufficiente a comprendere quale strategia la Regione intenda perseguire e con quali strumenti».

LA RICHIESTA: UN TAVOLO NAZIONALE PERMANENTE CON IL GOVERNO

Per Tortorelli, l’annunciato avvio di incontri bilaterali con i singoli ministeri può rappresentare un passaggio utile, ma «la concertazione sociale non può limitarsi a una semplice informazione successiva. Va praticata stabilmente, coinvolgendo preventivamente le organizzazioni sindacali nella definizione degli obiettivi e delle priorità di sviluppo della Basilicata».
La Uil, in sostanza, ha ribadito una posizione sostenuta da tempo: la situazione Basilicata richiede un Tavolo nazionale permanente con il Governo, al quale partecipino tutti i ministeri competenti, per affrontare in maniera organica le principali emergenze industriali, occupazionali e infrastrutturali della regione.

Secondo il segretario regionale, prima di immaginare nuove intese tra Governo e Regione è indispensabile fare un bilancio dell’Accordo di Programma sottoscritto nel 2004. «Quell’esperienza – ha sottolineato Tortorelli – presenta ancora troppe zone d’ombra e risultati inferiori alle aspettative. Occorre analizzarne criticità ed errori per evitare di ripetere modelli che non hanno prodotto gli effetti sperati sullo sviluppo e sull’occupazione».
Per la Uil le priorità restano chiare: costruire un vero Patto per Melfi e per l’industria lucana, difendere occupazione e competenze professionali, accompagnare la transizione dell’automotive e quella energetica con adeguate politiche industriali e definire una strategia regionale di reindustrializzazione. «La Basilicata non può continuare a dipendere esclusivamente da decisioni assunte altrove. Serve una politica industriale nazionale agganciata ai territori  capace di attrarre nuovi investimenti, valorizzare le filiere produttive esistenti e creare nuova occupazione stabile e qualificata».

RINALCIO INDUSTRIALE E SVILUPPO SOSTENIBILE

Accanto al rilancio industriale, la Uil individua nello sviluppo sostenibile e nella valorizzazione delle risorse naturali – al centro dell’incontro alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – un secondo asse strategico. «La Basilicata dispone di un patrimonio ambientale e forestale straordinario che può diventare un motore di crescita e di lavoro. È il momento di trasformare la forestazione da semplice attività assistenziale a vera politica produttiva e ambientale, attraverso l’istituzione di un’Agenzia Agro-Forestale regionale, una governance stabile del patrimonio boschivo e un utilizzo delle royalties e delle risorse naturali orientato agli investimenti strategici».

Per il segretario regionale della Uil, la sfida è anche quella di costruire fin da oggi il “dopo petrolio”, investendo le risorse disponibili per diversificare l’economia regionale e creare nuove opportunità di sviluppo. «Dobbiamo passare definitivamente – ha concluso Tortorelli – dalla gestione delle rendite alla costruzione di un modello di sviluppo sostenibile, fondato sul lavoro, sull’innovazione, sulla tutela del territorio e sulla partecipazione delle parti sociali. È questa la prospettiva che la segreteria della Uil porterà attraverso un documento al confronto nei lavori dell’esecutivo e che continuerà a sostenere nei tavoli regionali e nazionali»

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