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Confindustria Vibo si oppone all'abolizione tratte aeree

Basilicata

Preoccupati per le voci che si rincorrono da tempo l'ente ha preso la parola con forza per evitare che crollino le presenze turistiche che causerebbero uno scenario drammatico

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Le voci che si rincorrono in questi giorni sull'abolizione di alcune tratte aeree da e per Lamezia, in particolare da e per alcuni Paesi (Russia e Inghilterra), preoccupano non poco le aziende turistiche del Vibonese. Lo afferma in una nota Confindustria di Vibo Valentia che rileva come alla luce infatti, di quelle che sono state le presenze turistiche del 2008 e sulla percezione di quelli che potranno essere da questo punto di vista gli scenari futuri, le preoccupazioni del settore sono più che giustificate, soprattutto in considerazione del grave danno che si potrebbe configurare se, anche nel delicato sistema dei trasporti, venissero a mancare le certezze di gestione e programmazione che invece dovrebbero farne un valido sistema. La Sezione Turismo di Confindustria, è detto nella nota, concorda pertanto pienamente con quanto denunciato non più tardi di qualche giorno fa dall’Assessore al Turismo della Provincia di Vibo Valentia Gianluca Callipo, che in una nota indirizzata all’Assessore Regionale Damiano Gagliardi, manifesta tutte le proprie perplessità su quanto si sta delineando all’interno dello scalo lametino. Aggiunge che non bisogna dunque cercare di ostacolare le poche certezze che ancora esistono, con iniziative che sicuramente non garantiscono lo sviluppo del turismo, che deve invece essere efficacemente supportato dal sistema dei trasporti che possono essere in tal senso l’unica valida alternativa ad un territorio ancora oggi povero di strutture. Gli imprenditori della Sezione Turismo di Confindustria Vibo Valentia tuttavia, non intendono entrare nel merito di quelle che sono le scelte politiche della Sacal e quindi della gestione del traffico di vettori, ma ritengono che essendo l’aeroporto di Lamezia quello più importante della Regione, dovrebbe forse avere una veduta più ampia e generale di quelli che potrebbero essere gli scali anche internazionali atti ad implementare i flussi di passeggeri e non a esiliare la nostra già martoriata Terra. Il rilancio pertanto del più importante scalo calabrese, va considerato in un’ottica che sia di ampio respiro e che eviti il ridimensionamento di questa importante struttura che è forse l'unica che ancora 'legà la Regione al resto del Paese e del Mondo. Gli imprenditori della Sezione Turismo rivolgono un appello a tutte le Istituzioni e gli organi competenti, affinchè questi timori siano al più presto dissipati e si possa finalmente puntura su una crescita del settore turismo che sia costante e di qualità.

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