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Minacce mafiose all'artista Dimatteo

Basilicata

In un sms la frase inquetante: «Stai attento a come parli in giro»

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di ANTONIO CORRADO
“Stai attento a come parli in giro”. E’ questa la frase inquietante, spedita attraverso un sms sul telefonino del pittore-scenografo Gaetano Dimatteo, già assessore comunale all’Ambiente e al Turismo, da sempre impegnato nella tutela dell’ecosistema costiero dalle minacce della cementificazione. Una frase in stile mafioso proveniente probabilmente da una cabina pubblica di Nova Siri, da cui viene criptata normalmente la coppia di numeri finali, lasciando “in chiaro” l’identificativo della nazionalità (+39), il prefisso (0835) e la numerazione iniziale (53). Il messaggio è arrivato all’una di notte, ma l’artista lo ha letto solo ieri mattina, precipitandosi nella locale Stazione dei carabinieri per denunciare l’accaduto. Ieri pomeriggio ha formalizzato la denuncia contro ignoti, da cui probabilmente non scaturirà un’indagine, perchè la vile minaccia non ha lasciato tracce rilevanti. «In queste ultime settimane -ha spiegato Dimatteo al Quotidiano- mi sono espresso più volte e in diverse circostanze contro l’ondata di cementificazione selvaggia in atto lungo la costa jonica, da Metaponto a Nova Siri. Probabilmente qualcuno è stato toccato dalle mie affermazioni piuttosto dure e conoscendo i miei trascorsi di lotta attiva in difesa dell’ambiente, ha pensato di intimidirmi con questo ignobile gesto. Sono sconcertato -prosegue Dimatteo- perchè in tanti anni di battaglie non avevo mai ricevuto minacce così dirette e forti. Penso alle lotte negli anni Novanta per l’amianto, per la salvaguardia del fiume Bradano e ancora per salvare i pini lungo la Provinciale Scanzano-Montalbano (Dimatteo si incatenò a un albero ndr). Tutto nasce, probabilmente, dal fatto che non ho voluto ricandidarmi al Comune; nessuno ha insistito perchè io lo facessi -ha puntualizzato Dimatteo- ma io non avevo mai espresso la volontà di ripresentarmi». L’artista, da tempo affetto da una malattia degenerativa, non riesce a nascondere la sua preoccupazione e inquietudine: «Ho provato a contattare il mio caro amico Rosario Crocetta (il sindaco di Gela, oggi europarlamentare, che lotta da sempre a muso duro contro la mafia ndr), ma non mi ha risposto. Volevo chiedergli come interpretare questo episodio, ma lo farò nei prossimi giorni».

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