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“La proposta di Malagò sul Ministero dello Sport permanente? Dico sì ma senza smantellare la riforma. Il calcio? Va aiutato, però dovrà cambiare radicalmente”. Così il sottosegretario allo Sport, Valentina Vezzali, intervistata da “Libero”.
“Se la richiesta è trasformare l’ufficio del Sottosegretario in un Ministro dello Sport ben venga, mantenendo gli stessi ambiti di competenza della riforma del 2018, se l’idea è smantellare la riforma non penso che sia corretta. Il nostro compito è risolvere le cose e trovare soluzioni a tutti quelli che in questo Paese praticano sport, a tutti i livelli, quotidianamente, mettendoci impegno e passione, e rispondere alle varie istanze, ognuno con la propria competenza. Dovremmo tutti insieme impegnarci nel trovare soluzioni e contenuti”, ha puntualizzato la ex campionessa della scherma.
“Viviamo in una sorta di doppio binario. Da una parte siamo nella top ten sia del medagliere olimpico che di quello paralimpico, dall’altra siamo al quintultimo posto in Europa per praticanti sportivi. Siamo tutti degli sportivi ‘da divanò, cioè seguiamo tanti sport e ci entusiasmiamo ma dinanzi la tv”, ha aggiunto la Vezzali.
“L’impatto del calcio sull’economia nazionale è dello 0,21 per cento del Pil nazionale. Non possiamo abbandonarlo. Prima di qualsiasi intervento, però, è necessario evidenziare le ragioni più profonde che hanno portato all’attuale stato di emergenza, e non c’entra solo il Covid-19. Servono riforme: un nuovo piano dei conti, da applicare a livello contabile, per le società sportive, l’impiego di nuovi indici e indicatori per il monitoraggio dello stato patrimoniale, economico e finanziario dei club, l’inserimento di un tetto salariale, da calcolare sulla base dei ricavi, e un nuovo sistema sanzionatorio capace di comminare multe in caso di inosservanza delle norme. Sono solo alcuni degli strumenti necessari per portare il calcio a essere sostenibile, pur rimanendo competitivo”, ha concluso il Sottosegretario allo Sport.
(ITALPRESS).

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