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di Stefano Vaccara
NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha celebrato il World Football Day 2026 con discorsi, musica e perfino un mini-torneo sul North Lawn del Palazzo di Vetro a New York.
Il presidente della Fifa, Gianni Infantino, si è unito a diplomatici e funzionari Onu per sottolineare il potere unico del calcio di unire persone di culture, religioni e confini diversi. L’evento, co-organizzato da Bahrain, Libia e Tagikistan con il sostegno di diversi Paesi tra cui Italia e Germania, ha visto anche la partecipazione della presidente eletta dell’Assemblea Generale Onu, Annalena Baerbock, e di Vanessa Frazier, già ambasciatrice di Malta e oggi sottosegretaria generale Onu e inviata speciale per i Bambini e i Conflitti Armati.
Subito dopo aver giocato la partita, Baerbock e Frazier hanno parlato di come il calcio possa insegnare il rispetto delle regole, il lavoro di squadra, l’inclusione e la pace in un momento in cui il mondo affronta conflitti e divisioni sempre più profonde.
“Se il mondo fosse più simile a un campo da calcio, dove tutti accettano di giocare secondo le regole consapevoli che altrimenti sarebbero fuori dal gioco, allora il mondo sarebbe un posto più pacifico – le parole della presidente dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, Annalena Baerbock –. Ed è anche per questo che è così importante utilizzare questo Mondiale per ricordare a tutti che non si potrà mai essere il vincitore di una Coppa del Mondo se non si rispettano le regole e se non si sa giocare di squadra. Bisogna sfruttare questo momento, in cui lo sport e il calcio uniscono il mondo intero, ricordando anche che lo sport ha la responsabilità di rendere possibile un mondo senza discriminazioni. Oggi, nella Giornata Internazionale del Calcio, lanciamo un messaggio importante in tutto il mondo”.
“Nel calcio c’è un arbitro e si rispettano le regole e in questo momento penso che il Consiglio di Sicurezza avrebbe bisogno di arbitrare un po’ meglio”, ha spiegato Vanessa Frazier, sottosegretaria generale Onu e inviata speciale per i Bambini e i Conflitti Armati.
“Il calcio è veramente qualcosa di importante pe ri bambini, noi abbiamo un progetto che si chiama ‘Stop war, play football’, un lavoro che dà dignita a bambini che hanno sofferto il trauma delle guerre e hanno la possibilità di sfogarsi con il calcio”, ha aggiunto Frazier.
La celebrazione ha trasformato il prato dell’Onu in una rara scena di sorrisi, collaborazione e diplomazia informale, dimostrando come persino una semplice partita di calcio possa diventare un messaggio di solidarietà globale e speranza.
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-Foto xo9/Italpress-
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