X
<
>

Il direttore generale di Agenas Angelo Tanese

4 minuti per la lettura

La Regione Calabria tra le migliori per le liste d’attesa sulle prime visite e gli esami diagnostici entro i tempi previsti, per l’Agenas è una “top performer” ma “attenzione all’appropriatezza delle prescrizioni”.


COSENZA – L’Italia ha finalmente la piattaforma nazionale di monitoraggio delle liste d’attesa con i dati per singola regione, raggiungibile a questo link. E la Calabria è al sesto posto tra le migliori sulle prime visite e all’ottavo per gli esami diagnostici. Tradotto vuol dire che in Calabria queste richieste vengono convertite in visite entro i tempi previsti dalla legge: U (Urgente) entro 24-72 ore, B (Breve) entro 10 giorni, D (Differibile) entro 30 giorni per le visite ed entro 60 giorni per gli esami strumentali, P (Programmabile) entro 120 giorni.

I DATI

Il quadro generale nei primi quattro mesi del 2026 è che il 100% delle visite urgenti viene evaso entro 3 giorni, il 96,7% delle brevi nei tempi giusti, il 78,6% delle prime visite in trenta giorni e l’87,5% entro 120 giorni. Le performance sono in calo rispetto agli stessi mesi dello scorso anno, in particolare sulle prime visite differite (da 83,9% al 78,6%). Questo, però, a fronte di un aumento delle richieste da parte dei pazienti calabresi, passate da 163.895 nei primi quattro mesi del 2025 a 188.556 nel 2026. Migliorano invece le prestazioni per esami diagnostici in categoria breve: da 93,5% al 93,8%. La media complessiva è questa: 87% delle prime visite entro i tempi, 85% degli esami diagnostici rispetto al 91,9% e all’89,7% del 2025.

DOVE SI PUÒ MIGLIORARE

Il punto è che il 67,6% delle prestazioni in Calabria è classificato come programmabile e il 7,3% di queste finisce fuori soglia. In quelle da soddisfare entro 30 giorni è il 17% a sforare i tempi massimi. In linea generale la maggior parte delle prestazioni fuori tempo nella categoria “differito” viene chiusa entro 49-57 giorni, solo lo 0,6% oltre 121 giorni. Per quelle programmate invece il bollino rosso è concentrato soprattutto su quel 3,7% di pazienti che ha atteso da 157 a 192 giorni dalla prenotazione alla data di prima disponibilità. Sugli esami diagnostici il 10,8% finisce fuori soglia nelle programmate, solo l’1% per le brevi e il 2,7% per le visite differite. I punti deboli sono nelle risonanze magnetiche all’addome (67,7%) e tronco encefalico (77%). Il sistema, però, considera solo le prime disponibilità proposte nell’Azienda provinciale dell’assistito.

LISTE D’ATTESA, AGENAS: «CALABRIA TOP PERFORMER»

Per il direttore generale di Agenas Angelo Tanese «i dati presenti in piattaforma confermano il grande lavoro che la Regione Calabria sta facendo, perché le percentuali di garanzia sono in crescita e comunque molto buone già da diverso tempo. Si può migliorare sull’appropriatezza prescrittiva, si può migliorare su aspetti organizzativi. Però non c’è dubbio che attraverso questa piattaforma noi leggiamo le performance delle Regioni, e oggi si vede che la Calabria sta facendo un grande balzo in avanti in termini di qualità dei processi».

«La Calabria è una delle 16 regioni che ha dei buoni risultati sulle prime visite, una delle 15 sugli esami diagnostici. È un top performer in questo momento. Quello che bisogna approfondire è anche una migliore appropriatezza prescrittiva. Ad esempio, vediamo che in Calabria c’è un numero di prescrizioni a 120 giorni più elevato che in altre regioni e questo, chiaramente, bisogna approfondirlo e capirlo. L’obiettivo, per esempio, è evitare che nelle prime visite ci siano visite di controllo, oppure cercare di avere una prescrizione più aderente al quesito diagnostico. Ma questo, come per tutte le regioni, è il lavoro che dobbiamo fare. Quindi, anche in Calabria, che comunque ha fatto notevoli miglioramenti, ormai si attesta su un livello di garanzia molto elevato».

IL NODO

Questo è un problema nazionale, ma è comunque un problema per la Calabria. Quello che ha sottolineato Tanese è che molte prenotazioni sono state “trasferite” tra le programmabili dove c’è più tempo per poterle concludere. La “spia” sarebbe, appunto, la percentuale troppo alta di prestazioni finite tra i tempi di attesa più lunghi.

LA REGIONE

«Le evidenze disponibili attestano risultati particolarmente significativi nel rispetto dei tempi di erogazione: per le prestazioni di prima visita e per le prestazioni diagnostiche la Calabria si colloca nella parte alta della classifica» dice il dg di Azienda zero Gandolfo Miserendino che parla di «andamento positivo e coerente con il trend nazionale, pur in presenza di fisiologiche aree di attenzione che continuano a essere oggetto di specifiche azioni di miglioramento». Insomma, la Calabria consolida «sostenuta dal rafforzamento dei modelli organizzativi e dall’evoluzione dei sistemi informativi. Resta prioritario l’obiettivo di ridurre ulteriormente i tempi di attesa».

Il direttore generale del dipartimento Salute della Regione, Ernesto Esposito puntualizza: «Le liste d’attesa sono un problema in tutta Italia, ma se si confrontano le performance della Calabria con quelle delle altre Regioni ci si rende conto che la Calabria non è tra le ultime, ma è anzi tra le prime d’Italia. La Calabria è sesta per quanto riguarda le prime visite e ottava per gli esami diagnostici, facendo – in queste classifiche – meglio di Regioni d’eccellenza come la Lombardia, l’Emilia-Romagna, o il Piemonte. Questo non significa che non ci sia ancora tanto da fare – tutti noi sappiamo che il percorso è ancora lungo -, ma i dati sono la dimostrazione che il lavoro fatto in questi anni in Calabria – in particolare sull’appropriatezza e l’organizzazione delle agende – sta cominciando a dare i propri frutti».

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

SFOGLIA