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(Adnkronos) – “Oggi abbiamo una cosa in più in comune, siamo entrambi sposati. Per me l’amore ha un nome e quel nome è Sara. Grazie a tutte le persone che erano qua con noi, grazie a Monica Cirinnà per aver officiato il nostro matrimonio, grazie alle mie figlie, ai nostri genitori, alle nostre famiglie e grazie a mia moglie. Grazie a chi, come noi, continua a credere nell’amore”. Con queste parole, in un post su Instagram, Francesca Vecchioni, scrittrice, attivista per i diritti umani ed esperta di tematiche Lgbtqia+, ha annunciato l’unione civile con la compagna Sara, dopo circa 6 anni di fidanzamento.
Il video che accompagna il post mostra la neo sposa mentre scherza con il padre, il cantautore Roberto Vecchioni: “Noi siamo molto felici ma eravamo felici anche prima – dice l’artista – soltanto che prima eravamo un po’ distanti. Adesso abbiamo una cosa in comune, che ci siamo sposati tutti e due. Che sembra che vada bene, almeno le prime tre settimane – ironizza il cantautore – poi dopo va benino e poi è un casino mai visto, tremendo. Però quando ci si sposa si pensa: il casino succede agli altri e non a me perché il mio matrimonio sarà perfetto fino ai novanta anni”. “Che è quello che penso io”, replica Francesca. “Poi bisogna pensare che un po’ di casino ci sta, però siamo felici lo stesso”, aggiunge la neosposa. E il papà chiude: “La felicità viene dal casino”.
A officiare la cerimonia, nella casa della famiglia Vecchioni a Desenzano, è stata l’amica Monica Cirinnà, l’ex senatrice del Pd che ha legato il suo nome alla legge che nel 2016 ha istituito in Italia le unioni civili per le coppie omosessuali (passata alla storia come “legge Cirinnà”). Dopo il rito, la festa in giardino: musica, brindisi e – per alcuni ospiti – anche un tuffo finale in piscina.
Francesca Vecchioni, classe 1975, ha avuto precedentemente due figlie gemelle, Nina e Cloe, nel 2012, con la compagna di allora Alessandra Brogno. Le due si sono poi separate, mantenendo un rapporto di grande stima e affetto.
Francesca è presidente della Fondazione Diversity, che ha tra le sue attività principali l’organizzazione dei Diversity Media Awards (noti anche come gli “Oscar dell’inclusione”). Ha pubblicato diversi libri, tra cui: “Le cose cambiano” (2013, Isbn Edizioni), “Il tempo delle nuove mamme” (2015, Corriere della Sera), “T’innamorerai senza pensare” (2015, Mondadori), “Pregiudizi inconsapevoli. Perché i luoghi comuni sono sempre così affollati” (2020, Mondadori).
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