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COSENZA – Un bel trenta per la figlia del boss. La Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria ha trasmesso, per competenza territoriale, alla Procura della Repubblica di Cosenza gli atti d’indagine relativi all’esame di Economia Aziendale, sostenuto un paio di anni fa circa presso l’Università degli Studi della Calabria di Arcavacata (Cs) dalla figlia di Rocco Aquino, presunto esponente di spicco della criminalità organizzata di Marina di Gioiosa Jonica (Rc). L’ipotesi è che i professori – forse avvicinati dal boss – si sarebbero limitati ad apporre il 30 sul libretto senza procedere con l’esame. Il fascicolo d’indagine è stato affidato dal procuratore capo bruzio Dario Granieri al pubblico ministero Antonio Bruno Tridico, già titolare di un procedimento (denominato “Centodieci e lode” LEGGI TUTTE LE NOTIZIE NEL FASCICOLO AD AGGIORNAMENTO DINAMICO SULL’OPERAZIONE CENTODIECI E LODE) concentrato sulla Facoltà di Lettere e Filosofia della stessa Università della Calabria, con una settantina di persone (la maggior parte studenti e laureati) che rischiano il rinvio a giudizio per una lunga serie di falsi esami (l’udienza dinanzi al gup di Catanzaro si svolgerà il prossimo 20 maggio). 

La vicenda della studentessa di Marina di Gioiosa Jonica è venuta a galla un anno fa circa nel corso dell’operazione contro la cosca Commisso di Siderno (Rc), denominata “Falsa politica”, di cui è titolare la Dda di Reggio Calabria. Tra le tante intercettazioni ci sono anche quelle in cui si parla di quest’esame sostenuto all’Unical. In una si sente il presunto boss reggino “spiegare” alla figlia come superare la prova a Cosenza. 
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