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«LA Uiltucs Basilicata per il tramite del suo legale ha portato all’attenzione dell’Autorità Nazionale Anticorruzione per proprie valutazioni ed eventuali azioni di competenza l’intera vicenda sull’appalto relativo agli “screening oncologici”».


E’ quanto reso noto, ieri, dal sindacato, evidenziando i mesi trascorsi per far emergere «che le strutture sanitarie lucane preposte agli screening sono state inadempienti, nonché vi sono state vicende poche chiare sul cambio di appalto». Vicende che saranno «gli organi competenti già interessati nei mesi scorsi e da oggi anche l’Anac» a dover accertare.


«E’ da circa un anno e mezzo – insiste il segretario regionale aggiunto Uiltucs, Donato Rosa -che il servizio non è stato espletato in maniera adeguata, con ingenti danni per i lavoratori di questo settore che sono stati in cassa integrazione e per gli utenti: circa 30.000 donne lucane aspettavano di essere sottoposte ad un controllo che, se effettuato tardivamente, può comportare, non solo gravi danni alla salute, ma addirittura  esiti letali».


La Uiltucs Basilicata, evidenzia, quindi di aver «da sempre chiesto norme più severe di quelle attualmente previste in materia di appalti, settore che facilmente si presta a storture e infiltrazioni criminali a danno dei diritti e della legalità ma soprattutto è preoccupata sul silenzio che aleggia riguardo all’istituzione della Direzione investigativa antimafia in Basilicata che avrebbe, un ruolo specifico sul controllo degli appalti, soprattutto con le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza ormai prossime in Basilicata, perché come disse Giovanni Falcone segui i soldi e troverai la mafia».


«Ecco perché serve che il governo e la politica nazionale – prosegue Rosa – decidano in fretta e non lascino la Basilicata isolata ed istituiscano subito la Direzione investigativa antimafia. Alla luce di tutte queste ragioni, oggi più che mai abbiamo messo in campo una vigilanza sul sistema degli appalti utilizzando tutti gli strumenti legali a nostra disposizione, ed a tal proposito ribadiamo che abbiamo creato anche uno sportello dedicato, affinché si possa vigilare sulla congruità e sulla trasparenza degli appalti per tutelare al meglio i lavoratori del comparto dei servizi. Non possiamo infatti pensare di aver assolto il nostro compito garantendo continuità di lavoro, retribuzione e contribuzione al lavoratore, ma dobbiamo pensare anche alla qualità del lavoro, alla professionalità, alle condizioni lavorative ed al benessere di tutta la popolazione lucana».


Nei giorni scorsi, in una video-conferenza stampa, organizzata dalla Commissione regionale Pari Opportunità, i tre responsabili regionali degli screening di prevenzione oncologica, Francesca Sanseverino (cervico-uterino), Aldo Cammarota (mammografico) e Rosario Festa (colon-retto), avevano isèpiegato che nel 2020 sono state fatte 8.000 mammografie in meno, «con un’adesione scesa dal 62 al 50 per cento, un’adesione del 16 per cento allo screening cervicale, il più toccato dai ritardi (46 per cento nel 2019), e del 27 per cento per il colon-retto (37 per cento nel 2019), esame in cui la propensione degli utenti a rispondere agli inviti è più bassa».

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