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Migranti, la presidente Meloni: «L’Italia è oggi più credibile, più stabile, più ascoltata. Vorrei che il 2024 fosse l’anno delle riforme: fisco, giustizia e Costituzione»

«L’Italia è oggi più credibile, più stabile, più ascoltata» è l’incipit dell’intervista di Giorgia Meloni al Tg1. La presidente del Consiglio fa un bilancio del primo anno di governo. E assicura che vede «l’orizzonte dei 5 anni di governo e quell’orizzonte mi serve anche per realizzare le grandi riforme di cui questa nazione ha bisogno».

A questo punto l’annuncio sui prossimi 365 giorni: «Vorrei che questo fosse l’anno delle riforme: vedere i primi mattoni della riforma fiscale, avviare la riforma costituzionale, fare la parte più consistente della riforma sulla giustizia. E poi la grande riforma del merito, particolarmente nella scuola e intervenire sull’emergenza abitativa. C’è un grande lavoro da fare ma rispetteremo gli impegni presi».

Fatta questa premessa sull’anno che verrà, l’inquilina di Palazzo Chigi fa un’ammissione che non aveva mai fatto sulla questione migranti: «Speravo meglio sull’immigrazione. Abbiamo lavorato tantissimo, i risultati non sono quelli che speravamo di vedere. È un problema molto complesso, ma sono certa che ne verremo a capo. Ma questo tema merita una seconda fase». Certo, adesso l’esecutivo dovrà scrivere una manovra finanziaria con poche risorse. E, secondo Meloni, tanto è dipeso da una misura, il superbonus, che è causato «un buco di 140 miliardi» tutti «tolti alla sanità, all’istruzione, alle pensioni, per ristrutturare le seconde case e anche i castelli».

Sia come sia, è il giorno del lutto per la scomparsa di Giorgio Napolitano. Il sottosegretario di Stato Alfredo Mantovano ha disposto che per il presidente emerito della Repubblica si celebrino le esequie di Stato. Non sarà così necessario convocare un consiglio dei ministri straordinario. «Si dispone – si legge nel provvedimento – dal 22 settembre 2023 fino al giorno della celebrazione delle esequie di Stato, l’esposizione a mezz’asta delle bandiere nazionale ed europea sugli edifici pubblici dell’intero territorio nazionale e sulle sedi delle rappresentanze diplomatiche e consolari italiane all’estero. Il giorno delle celebrazioni delle esequie di Stato sarà dichiarato lutto nazionale».

In questo contesto di lutto nazionale Fratelli d’Italia decide di rinviare la kermesse “L’Italia vincente” che si sarebbe dovuto tenere oggi all’Auditorium della Conciliazione in cui sarebbe intervenuta la presidente del consiglio Giorgia Meloni. Tutto rinviato alla prossima settimana. Ecco, i funerali si svolgeranno martedì alla Camera con una cerimonia laica, così come successe in passato per Pietro Ingrao e Nilde Jotti, che vollero esequie civili. È stata scelta piazza Montecitorio per la sua ampiezza e sicurezza, nonostante l’ultimo ruolo di Napolitano fosse quello di senatore a vita. E sarà proprio al Senato la camera ardente da oggi fino a lunedì, alla presenza del capo dello Stato, Sergio Mattarella e del presidente del Senato, Ignazio La Russa.

Eppure il primo giorno della scomparsa di Napolitano non placa le polemiche tra maggioranza e opposizioni. Polemiche innescata da un’affermazione di Matteo Salvini che diventa virale. Il ministro delle Infrastrutture lancia l’ipotesi di una sanatoria per le piccole irregolarità edilizie. Secondo il leader della Lega, è un ragionamento su cui converrebbe andare con coraggio fino in fondo». L’uscita è di quelle scivolose e scatena la reazione dell’opposizione. «La proposta di Salvini di oggi è criminogena» tuona Angelo Bonelli di Alleanza verdi e sinistra.


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