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Ernesto Bello

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Dallo spopolamento ai rifiuti passando per il turismo, intervista al candidato a sindaco di Castrovillari, Ernesto Bello, sostenuto da 48 candidati in 3 liste


CASTROVILLARI – Partono da oggi le interviste ai quattro candidati (Ernesto Bello, Anna De Gaio, Luca Donadio ed Eugenio Salerno) che il 24 e il 25 maggio prossimi si contenderanno la fascia di sindaco di Castrovillari. La pubblicazione delle interviste seguirà l’ordine di sorteggio per la collocazione sulla scheda elettorale. Pertanto, si inizia dal candidato a sindaco dello schieramento di centrosinistra, Ernesto Bello, appoggiato da 48 candidati suddivisi in tre liste (Partito Democratico, Progressisti per Castrovillari e Democratici per CV).

Oramai le aree urbane e le associazioni di Comuni sono la normalità. Mentre la fusione tra Corigliano e Rossano ha ridefinito gli equilibri della provincia di Cosenza e ha ridisegnato la geografia del potere in Calabria, Castrovillari sembra oscillare tra l’isolamento e la ricerca di una nuova identità territoriale. Lei, per la città di Castrovillari, pensa a una forma di associazione dei Comuni del Pollino? A una conurbazione con Cassano? O vuole puntare a un rilancio autonomo di Castrovillari?

«Castrovillari deve continuare a pensarsi come il cuore di un sistema territoriale più ampio che comprende la Sibaritide e il Parco Nazionale del Pollino. Oggi le sfide più importanti – servizi, mobilità, turismo, sviluppo economico – non possono più essere affrontate da un comune solo. I territori per crescere devono costruire alleanze stabili, strategie condivise e visione comune del futuro. È necessaria una collaborazione strutturata tra amministrazioni, associazioni, imprese e comunità locali, che trasformi le criticità in opportunità condivise, indipendentemente dalla formula giuridica prescelta. Il centro storico di Castrovillari, così come gran parte dei centri storici calabresi, soffre di spopolamento e degrado».

Qual è il suo piano per il rilancio del borgo antico della città?

«Contrastare lo spopolamento richiede un approccio multidirezionale. La prima sfida è la rigenerazione urbana. Per rilanciare il centro storico punteremo, tramite una Società di Trasformazione Urbana, al recupero di immobili abbandonati favorendo nuove forme di residenzialità. Sosteremo l’imprenditoria giovanile con incentivi, formazione, spazi condivisi e accesso al credito. Progetti come “Io Resto” e una Cittadella delle arti e dei mestieri dovranno unire le vecchie tradizioni artigiane alle moderne tecnologie digitali. Fondamentale, però, è garantire servizi efficienti: scuola, sanità, trasporti e infrastrutture, collegamenti rapidi con l’alta velocità devono diventare priorità assolute. La vera sfida è trasformare i centri storici in luoghi dinamici dove costruire un progetto di vita dignitoso e attrattivo».

Castrovillari ha raggiunto buoni livelli di raccolta differenziata, ma i costi per i cittadini restano elevati e le aree periferiche spesso vengono usate da alcuni cittadini come discariche. Come intende ottimizzare il ciclo dei rifiuti per ridurre i costi e, soprattutto, come intende debellare, o quanto meno arginare, il fenomeno delle discariche abusive sul territorio comunale?

«Con il 75% di raccolta differenziata Castrovillari è una delle realtà più virtuosa della Calabria, ma i costi in bolletta restano alti perché la frazione secca non riciclabile viene smaltita fuori regione. La soluzione per ridurre i costi spetta ad Arrical, che deve chiudere il ciclo dei rifiuti in Calabria con impianti moderni e autosufficienti. Intanto il Comune ha investito in un’isola ecologica moderna e nella “ricicleria” per promuovere una cultura ambientale per la riduzione degli sprechi. Per contrastare l’abbandono indiscriminato dei rifiuti dobbiamo intensificare i controlli con personale specializzato, con la videosorveglianza e azioni di contrasto più incisive e investendo nell’educazione ambientale e civica, partendo dalle scuole».

La città Castrovillari è considerata la “porta del Parco del Pollino”, ma il turisti spesso sono solo di passaggio. Come intende trasformare Castrovillari da “punto di transito” a “meta turistica”?

«La Consulta del Turismo e Castrovillari Città Festival hanno avviato un percorso importante di collaborazione tra istituzioni, associazioni e operatori culturali. Il passo successivo deve essere la creazione di un vero distretto turistico territoriale che metta in rete cultura, natura, tradizioni, eventi, enogastronomia e produzioni locali. Grazie alla nostra posizione strategica possiamo costruire un’offerta integrata tra mare, montagna, borghi, archeologia e percorsi naturalistici. Il turista deve vivere il territorio come un sistema unico, con servizi coordinati, itinerari integrati e una programmazione stabile per tutto l’anno. Fondamentale anche il coinvolgimento di imprese, strutture ricettive, ristorazione e artigianato per creare sviluppo e nuova occupazione».

La disaffezione dei cittadini dalla politica oramai non fa più notizia così come il loro distacco dalle istituzioni è sempre più evidente. Quali strumenti concreti intende adottare per coinvolgere i castrovillaresi nelle decisioni più importanti?

«La disaffezione dalla politica nasce spesso dalla sensazione che le decisioni vengano prese lontano dai cittadini. Servono ascolto, trasparenza e partecipazione reale. Rafforzerò le consulte tematiche e i tavoli di confronto, coinvolgendo tutti nelle scelte più importanti. Esperienze già avviate dimostrano che la collaborazione produce idee più solide e condivise. Grande attenzione sarà dedicata ai giovani. Un altro obiettivo è rendere l’amministrazione più accessibile affinché i cittadini possano conoscere come vengono utilizzate le risorse pubbliche e quali progetti sono in corso».

Qual è la promessa elettorale fatta dai suoi competitors che reputa completamente irrealizzabile?

«Credo che il confronto politico debba sempre mantenere rispetto e onestà verso i cittadini. Per questo ritengo molto difficile da realizzare la proposta di Luca Donadio sulla tombatura delle discariche i cui costi stimati sono circa 30 milioni di euro. Promettere opere senza coperture finanziarie rischia di creare illusioni e ulteriore sfiducia nella politica».​​​​​​

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