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Un carcere - immagine di repertorio

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POTENZA – E’ stato ritrovato, Michele Tarricone, 43 anni, il detenuto di Lavello, affetto da gravi problemi psichici, di cui si erano perse le tracce dalla vigilia di ferragosto. L’uomo, secondo le prime informazioni fornite ai familiari dagli investigatori, sarebbe stato trovato in discrete condizioni di salute, nonostante le circa due settimane trascorse in fuga e tenendo conto delle esigenze quotidiane che ha di assumere farmaci e di essere assistito.

Ai familiari di Tarricone e al loro legale di fiducia, l’avvocato Fabio Di Ciommo, è stato comunicato anche che l’uomo sarà trasferito nel carcere di Taranto. Michele Tarricone, in pratica, tornerà nella casa circondariale dove si trovava – per scontare una serie di condanne passate in giudicato – prima di essere trasferito in una casa di comunità protetta, sempre a Taranto. L’uomo, dopo esservi rimasto per qualche giorno, si era quindi allontanato dalla struttura nella notte tra il 13 e il 14 agosto. E, da quel momento, di lui si erano perse le tracce.

Ritrovamento di Michele Tarricone, un respiro di sollievo per i familiari

Il ritrovamento del 43enne di Lavello ha permesso finalmente ai suoi familiari di tirare un sospiro di sollievo, dopo circa due settimane di ansia e preoccupazioni per le sue sorti. Peraltro, né i congiunti nè gli avvocati di Tarricone erano stati messi al corrente del suo trasferimento dal carcere di Taranto nella comunità protetta. Ed erano venuti a conoscenza della sua sparizione soltanto il 14 agosto, dopo la fuga dell’uomo dalla struttura tarantina. Un vero e proprio trauma per la famiglia Tarricone, tanto che il padre dell’uomo, Cosimo Damiano, il 16 agosto aveva anche presentato un esposto alla Procura di Potenza per chiedere di accertare e eventualità responsabile nella vicenda.

Il genitore aveva spiegato, tra l’altro, che Michele è affetto da gravi problemi psichiatrici e che per questo necessita di cure costanti e stretto monitoraggio al fine di evitare che arrechi danni a se stesso e diventi pericoloso per l’ordine pubblico. Inoltre esprimendo il «rincrescimento» dei familiari per non essere stati informati del trasferimento, aveva evidenziato anche che «ai responsabili della struttura erano ben note le sue patologie psichiatriche, ed andava monitorato attentamente senza soluzioni di continuità».

Infine, nonostante due viaggi a Taranto, l’uomo non era riuscito più ad avere notizie in merito a quanto accaduto e alle ricerche in atto per ritrovare il figlio. Insomma, una situazione definita «assurda» dai familiari dell’uomo e dal loro avvocato di fiducia e che, con il passare dei giorni, si era fatta sempre più allarmante. Sabato scorso, la denuncia pubblica. E, ieri, la notizia del ritrovamento dell’uomo, che ha messo fine alle due settimane di angoscia vissute dalla famiglia Tarricone.

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