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L'ormai ex sindaco di Capistrano Marco Martino

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Sciolto per sospette infiltrazioni mafiose un altro comune del Vibonese, la decisione del Governo riguardo il consiglio comunale di Capistrano

CAPISTRANO – Dopo Acquaro, qualche settimana addietro, adesso è stata la volta di Capistrano. Il Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ha infatti deliberato nella serata di ieri, 16 ottobre 2023, lo scioglimento del consiglio comunale del piccolo centro montano guidato dal sindaco Marco Martino. La commissione d’accesso agli atti, inviata dal prefetto di Vibo nel dicembre scorso, ha riscontrato forme d’ingerenza da parte della criminalità organizzata. L’attività amministrativa dell’ente locale, come di consueto, sarà affidata ad una gestione commissariale per 18 mesi prorogabile al masi fino a 24.

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Qualche mese fa, della situazione di Capistrano aveva parlato l’allora presidente della Commissione parlamentare antimafia Nicola Morra che in un post pubblicato su Facebook sollecitava l’invio della commissione d’accesso in alcuni Comuni della provincia di Vibo e tra questi, in particolare, a Capistrano. “Perché non è stata ancora inviata alcuna Commissione di accesso agli atti neanche nei Comuni di Tropea e Capistrano? Il Vibonese fa parte della Repubblica italiana – scriveva Morra – o di uno speciale ‘Principato’ dove vigono leggi diverse che nel resto del Paese?”. Il parlamentare in particolare evidenziava le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Emanuele Mancuso e la presunta vicinanza di alcuni amministratori con personaggi coinvolti in procedimenti antimafia e per traffico di stupefacenti.

SCIOLTO IL CONSIGLIO COMUNALE DI CAPISTRANO, L’EX SINDACO MARCO MARTINO

L’ormai ex sindaco Marco Martino, riconfermato primo cittadino di Capistrano nel giugno scorso avendo avuto la meglio sulla lista di Rocco Tino (in una “lista civetta”), ha militato per anni nell’Udc, ricoprendo cariche nazionali nella sezione giovani per poi candidarsi al Consiglio regionale sempre con l’Udc non venendo però eletto.

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