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Quello che resta dell'auto di Marinella Grillo, presidente del consiglio comunale di Corigliano Rossano

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CORIGLIANO ROSSANO (COSENZA) – Non c’è pace a Corigliano Rossano: ignoti hanno appiccato il fuoco alla vettura della presidente del consiglio comunale Marinella Grillo, sempre nella notte è stata incendiata anche una seconda auto di proprietà di un imprenditore. Il mezzo, una Fiat 500 L, si trovava parcheggiato sotto l’abitazione della presidente Grillo, a Rossano, quando nella notte tra sabato e domenica, le fiamme si sono alzate alte avvolgendola nelle sue spire.

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Quello che vive la città di Corigliano Rossano è un vero e proprio attacco alla società civile. La cronaca di queste ultime ore ci restituisce un quadro più che mai desolante. E’ l’ennesimo atto a due giorni di distanza dall’incendio di un furgone per la vendita di panini e bevande, sabato invece a Cassano è finita in cenere l’auto di un giornalista. L’allarme è scattato immediatamente, ma contro la furia del fuoco, alimentato verosimilmente da liquido infiammabile, c’è stato poco da fare. I vigili del distaccamento cittadino hanno spento il rogo. E’ rimasto solo l’ammasso di lamiere fumanti. Sulla matrice dolosa non vi sarebbero dubbi. Sul posto sono giunti anche i carabinieri a documentare l’ennesima nottata di fuoco.

Marinella Grillo, presidente del consiglio comunale di Corigliano Rossano

Quasi in contemporanea un altro rogo si è registrato a Corigliano Rossano, sulla via Provinciale, tra lo Scalo e Schiavonea: incendiata l’auto di proprietà di un noto imprenditore della zona del coriglianese, Alfonso Papaianni. Una Bmw, anche questa parcheggiata sotto casa del proprietario. Le fiamme si sono estese è hanno fortemente danneggiato anche una Punto parcheggiata accanto. Ai pompieri il compito di domare le fiamme, mentre i carabinieri del Reparto Territoriale, al comando del tenente colonnello Marco Filippi, hanno aperto un fascicolo d’indagine.

A Corigliano Rossano le auto bruciano. Bruciano quelle dei politici, degli imprenditori, quelle dei giornalisti. Bruciano le auto sfortunatamente parcheggiate vicino ai mezzi presi di mira dalla banda. Il fenomeno è reale e non può essere più preso sottogamba. Bisogna affrontarlo di petto. A fronte delle centinaia di incendi che si sono verificati negli ultimi anni, non c’è mai stato un arresto da parte delle forze dell’ordine. Eppure, di tracce sui vari luoghi ne sono ritrovate moltissime. Bottiglie incendiarie e in alcuni casi anche riprese dai sistemi di videosorveglianza. Nessuno, ormai, è al sicuro e non si tratta certamente di casualità.

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