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ANCHE la quarta rata del Pnrr è stata incassata: ieri la commissione europea ha versato i 16,5 miliardi che l’Italia attendeva dopo la certificazione del raggiungimento di tutti i 28 obiettivi fissati. I traguardi raggiunti riguardano le misure necessarie per proseguire l’attuazione delle riforme in materia di giustizia e pubblica amministrazione, nonché le riforme nei settori dell’inclusione sociale e degli appalti pubblici. I principali investimenti sono legati alla digitalizzazione, in particolare per quanto riguarda la transizione dei dati delle pubbliche amministrazioni locali verso il cloud, lo sviluppo dell’industria spaziale, l’idrogeno verde, i trasporti, la ricerca, l’istruzione e le politiche sociali.

Come era stato preannunciato dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il pagamento è avvenuto entro la fine 2023 e porta il totale delle risorse Pnrr ottenute finora dall’Italia a circa 102 miliardi di euro, corrispondenti a più della metà delle risorse totali del Piano di ripresa e resilienza. “Ciò dimostra – dicono da Palazzo Chigi – i grandi progressi fatti dall’Italia nel raggiungimento delle misure previste”. “Sulla base del piano così come recentemente modificato dal Consiglio Ue – prosegue la nota dell’Esecutivo – il governo Meloni proseguirà nell’opera di piena e tempestiva attuazione del Pnrr, nel quadro della continua e stretta collaborazione con la commissione europea”.

Lo scorso 22 settembre 2023 l’Italia aveva presentato all’Europa la quarta richiesta di pagamento di 16,5 miliardi di euro nell’ambito del Recovery, coprendo 21 tappe intermedie e 7 obiettivi. Il piano complessivo di ripresa e resilienza dell’Italia sarà finanziato con 194,4 miliardi di euro di cui 71,8 miliardi di euro sotto forma di sovvenzioni e 122,6 miliardi di euro sotto forma di prestiti.

“Grande soddisfazione per l’erogazione avvenuta oggi da parte della Commissione europea della quarta rata del Pnrr del valore di 16.5 miliardi. L’impegno del presidente Meloni e del Governo era di ricevere i fondi entro la fine del 2023 e lo abbiamo rispettato”, ha commentato il ministro per gli Affari europei, il Sud, le Politiche di coesione e il Pnrr Raffaele Fitto. “Questo – ha aggiunto – è il risultato di un grande impegno collettivo e di una costante e costruttiva collaborazione con la Commissione europea. Il lavoro sul Pnrr prosegue”. Non solo la quarta rata per l’Italia: la commissione ha erogato ieri i pagamenti ad altri Paesi, tra cui la Germania e la Grecia, nell’ambito dei rispettivi piani di ripresa e resilienza nazionali. Berlino ha ricevuto il versamento della prima rata da 4 miliardi di euro, coprendo 28 milestone e 8 target. Il Pnrr tedesco sarà finanziato nel complesso con 28 miliardi di euro sotto forma di sovvenzioni. Nelle casse di Atene è invece confluita la terza tranche da 3,64 miliardi di euro (di cui 1,69 miliardi a fondo perduto e 1,95 miliardi di prestiti), coprendo 39 tappe fondamentali e 4 obiettivi. Il piano greco nel complesso vale 35,95 miliardi, di cui 18,22 miliardi in sovvenzioni e 17,73 miliardi in prestiti. Bruxelles ha erogato anche al Portogallo il terzo e il quarto pagamento combinato per 2,46 miliardi di euro tra sovvenzioni e prestiti nell’ambito di un Pnrr che nel complesso vale 22,2 miliardi.

Anche per la Slovacchia è arrivata la terza tranche da 662 milioni sul piano totale da 6,4 miliardi in finanziamenti a fondo perduto, mentre la Slovacchia ha ricevuto la seconda rata per 225,91 milioni in sovvenzioni e 310,09 milioni in prestiti nell’ambito di un Pnrr che vale 1,61 miliardi di euro a fondo perduto e 1,07 miliardi di euro sotto forma di prestiti. “In Europa dicevano che saremmo stati isolati. Dopo un anno possiamo affermare che, grazie al lavoro del Governo Meloni, così non è”, sostiene il ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida, in un post sul suo profilo Facebook nel quale commenta la notizia del pagamento dall’Ue. Il pagamento della quarta rata italiana riguarda 21 tappe fondamentali e sette obiettivi che coprono diverse riforme nei settori dell’inclusione sociale, degli appalti pubblici, nonché misure di follow-up per continuare l’attuazione delle norme già adottate in materia di giustizia e diritto pubblico, riforme occupazionali.

I principali investimenti riguardano la digitalizzazione, in particolare la transizione dei dati delle pubbliche amministrazioni locali sul cloud, lo sviluppo dell’industria spaziale, l’idrogeno verde, i trasporti, la ricerca, l’istruzione e le politiche sociali. Gli obiettivi in tema di investimenti riguardano la sperimentazione dell’idrogeno nel settore stradale e ferroviario, l’aggiudicazione degli appalti per il progetto sport e inclusione sociale, gli asili nido, l’installazione di ricariche elettriche, il rinnovo del parco ferroviario regionale con treni alimentati con combustibili puliti, tecnologia satellitare, Cinecittà, digitalizzazione, imprese femminili, produzione di idrogeno nei siti dismessi e investimenti per combattere la povertà educativa nel mezzogiorno, oltre che gli interventi per l’incremento dei posti letto per studenti universitari. “I fatti contro le parole. C’è chi, come la sinistra, continua a raccontare la falsità di un Paese alla deriva – ha detto la senatrice di Forza Italia e vicepresidente del Senato, Licia Ronzulli – e chi come il governo, lavora e produce risultati. Risultati concreti ed evidenti. Il versamento della quarta rata del Pnrr da parte della commissione europea, annunciato oggi da palazzo Chigi, è la più chiara dimostrazione di serietà, efficienza, credibilità nazionale ed internazionale, competenza di questa maggioranza, del presidente del consiglio e dei suoi ministri, a cominciare da Fitto, che quotidianamente lavorano per il bene dell’Italia. Agli altri lasciamo le polemiche strumentali e il vuoto di proposte politiche. Noi andiamo avanti per la nostra strada”.

Per il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra, “si tratta di un segnale molto incoraggiante, in quanto ricordiamo che le previsioni di crescita economica del nostro Paese, presentate dal Governo nella Nadef e poi nella legge di Bilancio 2024, sono in buona parte legate alla messa a terra degli investimenti del Pnrr”.


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