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Antonio Decaro, sindaco di Bari

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«Un atto di legittima difesa nei confronti della mia città, perché non c’è un’accusa alla mia persona, ma alla città», così Decaro, sindaco di Bari a Giletti 102.5.

 

BARI – «Un atto di legittima difesa nei confronti della mia città, perché non c’è un’accusa alla mia persona, ma alla città», così Antonio Decaro, sindaco di Bari, ospite della trasmissione “Giletti 102.5” in onda su Rtl 102.5, ha spiegato l’annuncio della nomina, da parte del ministero dell’Interno Piantedosi, della commissione di accesso per valutare l’ipotesi di commissariare il Comune di Bari. Il sindaco della città pugliese interviene su Rtl 102.5, il giorno dopo della manifestazione di Libera e dell’abbraccio con Don Ciotti.

«Mi sono sentito – spiega il sindaco di Bari- inquietato rispetto alla fotografia dei parlamentari del centrodestra pugliesi che fanno una foto nella stanza del Ministro dell’Interno. A due giorni dagli arresti, ed escono da quella stanza dichiarando che hanno chiesto al ministro di convocare una commissione per valutare la possibilità di sciogliere il consiglio comunale, cosa che dovrebbe fare la magistratura».
Magistrati che, rimarca Decaro, «il loro lavoro per fortuna l’hanno fatto e hanno arrestato 130 persone. Meno male che ci sono forze dell’ordine e magistratura che hanno liberato la città e io ho contribuito con 19 costituzioni di parte civile e 16 denunce. Vivo sotto scorta da 9 anni. La cosa che mi ha più colpito è che spontaneamente – ha concluso- sono venute da me le persone che, grazie alle mie denunce per estorsione e per usura, erano diventate libere».

Foto: Agenzia Fotogramma

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