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Una fase del dibattito di Cosenza

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Confronto tra amministratori, studiosi e politici a Cosenza sul futuro del centrosinistra, Tridico: «Il 42 per cento è un punto di partenza»


COSENZA – A Palazzo dei Bruzi è arrivato il momento di tirare le somme e stabilire i principi cardine da cui ripartire: nel salone di rappresentanza, il 10 novembre, una nuova riflessione collettiva dal titolo “le urne e la Calabria” sul destino politico della regione prende forma.
L’incontro ha riunito voci autorevoli del centrosinistra e intellettuali calabresi per interrogarsi sui dati emersi nelle ultime elezioni regionali.

LE RIFLESSIONI DI TALARICO SUL CENTROSINISTRA

«Avvertivamo la necessità di fermarci a riflettere» sottolinea Mimmo Talarico, direttore di Asprom e moderatore della serata. «Questa riflessione ha bisogno del supporto di studiosi e amministratori per capire e interpretare la natura dei fatti verificatisi e le dinamiche che si nascondono dietro certi risultati» continua, motivando la scelta degli interventi. Talarico ha parlato di una Calabria politica segnata da «mancanza di coesione, assenza di radicamento dei partiti nel territorio e ostaggio di politiche clientelari», senza lasciarsi, tuttavia, sovrastare dal pessimismo: «la candidatura di Pasquale Tridico ha risvegliato l’entusiasmo. Avremo molto lavoro da fare, ma dobbiamo proseguire con impegno e con la convinzione che la buona politica sia la soluzione» conclude.

LE PAROLE DEL SINDACO DI COSENZA FRANZ CARUSO

Si associa a queste dichiarazioni anche il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, che mette da parte i saluti istituzionali e indossa i suoi panni di politico: «Questa è la terza sconfitta consecutiva del centrosinistra e senza le idee chiare arriveremo anche alla quarta. Questa esperienza deve essere il motore della ripartenza, una vera e propria prospettiva. Dobbiamo fare politica, anzi buona politica, ma non solo in tempi di elezione. Il nostro impegno deve essere costante e duraturo e raggiungere forma e sostanza che attirino anche forze nuove».

IL DIBATITTO SULLE PROSPETTIVE DEL CENTROSINISTRA

L’intervento dell’economista Mimmo Cersosimo ha posto l’accento sull’«importanza di avanzare proposte programmatiche valide che rafforzano la consapevolezza dei cittadini», un dato inestimabile secondo lui. Da un punto di vista tecnico, la sua analisi ha messo in risalto la partecipazione dei calabresi nel contesto delle regionali, disvelando, però, il meccanismo vizioso dietro di essa: «Il primo elemento da prendere in considerazione è la personalizzazione del voto che porta a una lotta tra candidati, ma non tra partiti. In secondo luogo la politica clientelare è, purtroppo, diventato un fattore che aumenta la partecipazione al voto» spiega.
Come rispondere a questa degenerazione partecipativa? «Il rimedio sarebbe, in primis, una riforma dei collegi elettorali e l’abbassamento delle soglie di sbarramento. Per una partecipazione al voto sana si potrebbe pensare all’abolizione dell’Aire e a tutelare, invece, gli studenti e i lavoratori fuorisede dandogli la possibilità di votare da remoto senza che questo diventi dispendioso».

L’appassionato discorso di Giusy Caminiti, sindaco di Villa San Giovanni, ha riportato la discussione sui binari dell’etica: «Da questa analisi dobbiamo capire che ci sono stati alcuni elementi che abbiamo sbagliato, ma non abbiamo di certo sbagliato tutto: la scelta del candidato presidente non è certo un errore. La nostra battaglia deve orientarsi sulla democrazia e sui valori».
Sipario sull’importanza della comunicazione, poi, con la proposta di Massimo Razzi, direttore del Quotidiano del Sud-L’Altravoce: «Il centrosinistra mi è parso molto spesso timido nella comunicazione. Per portare a un voto di opinione, come si diceva prima, occorre sfruttare la comunicazione al massimo. Abbiamo una grande risorsa da questo punto di vista e sono i giovani che sanno usare bene i social, impieghiamoli per una comunicazione efficace».

TRIDICO RILANCIA IL CENTROSINISTRA

Infine, Pasquale Tridico, protagonista della campagna elettorale, ha chiuso l’incontro con toni concreti ma fiduciosi: «Non farò analisi, ma darò risposte. Stiamo già lavorando per permettere agli studenti di votare a distanza. Il 42% ottenuto non è un fallimento, è un punto di partenza. Abbiamo risvegliato una coscienza e unito le forze progressiste. Dobbiamo continuare a parlare di Calabria, di sanità, di aree interne, di povertà. Rappresentiamo i bisogni delle persone, non gli interessi».Tridico ha poi lanciato uno sguardo al futuro: «Dobbiamo parlare il linguaggio dei giovani, creare poli tecnologici e innovativi, perché solo così la Calabria potrà attrarre energie e non perderle. L’azione di Occhiuto ha mortificato la democrazia, ma non ci arrendiamo. Da qui riparte un’idea nuova di politica, basata sui bisogni e sulla dignità». A questo segue l’annuncio di un’assemblea del centrosinistra prevista per dicembre, dalla quale partirà una vera opposizione.

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