Da sinistra Quarto, Sileo, Zullino e Giorgetti
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Caso mini vitalizi in regione Basilicata in quatto non rinunciano al privilegio. Arrivate in Consiglio le prime richieste della pensioncina malgrado la stretta annunciata da Bardi. Tra loro il coordinatore FdI, Quarto, che svela le divisioni nella maggioranza
POTENZA – IL coordinatore regionale dei Fratelli d’Italia Piergiorgio Quarto, e gli ex consiglieri Dina Sileo (Lega), Gino Giorgetti (M5S e poi Misto) e Massimo Zullino (Lega e poi Bacc).
Sono questi i primi 4 mini vitalizi lucani: tutti retroattivi e spesati coi soldi per la beneficenza, malgrado l’impegno del governatore Vito Bardi a eliminare questa possibilità.
MINI VITALIZI, I PRIMI QUATTRO A NON RINUNCIARE
Ieri sera, venerdì 30 gennaio 2026, è scaduto il termine entro il quale i consiglieri regionali non più in carica dovevano richiedere l’accesso al nuovo sistema previdenziale per i componenti del parlamentino lucano.
Già in mattinata, quindi, nella casella di posta elettronica certificata dell’Assise regionale si sono materializzate le richieste di un manipolo di ex che ha deciso di non lasciarsi scappare l’affare della vita. Nonostante l’indignazione diffusa che nei giorni scorsi ha portato oltre 30mila cittadini a firmare per la cancellazione della legge approvata a metà dicembre, e l’avvio di una campagna per il primo referendum abrogativo regionale.
DAL PARZIALE DIETROFRONT DI BARD AI PROCLAMI DI UNITÀ DELLA MAGGIORANZA
Nei giorni scorsi erano stati molteplici i segnali che a disinnescare il caso non sarebbe bastato l’annuncio di Bardi di un parziale dietrofront sugli aspetti più discussi del nuovo sistema previdenziale. Come pure della presenza, dietro i proclami di unità della maggioranza sul punto, di una varietà di posizioni tra chi chiede che venga abrogato del tutto, come il presidente del Consiglio regionale Marcello Pittella (Azione), e chi sostiene che vada bene nella sua versione originaria.
LE CREPE
Pare difficile immaginare, d’altro canto, che il coordinatore regionale dei meloniani abbia deciso di chiedere l’accesso all’“indennità differita” senza consultarsi con i suoi a via Verrastro, che sono il gruppo di maggioranza relativa e hanno difeso con più forza in aula il provvedimento, per voce del capogruppo Michele Napoli.
Martedì scorso, poi, alcune provvidenziali assenze tra i banchi della maggioranza hanno portato al rinvio della seduta del Consiglio in cui si sarebbero dovuti approvare i correttivi annunciati da Bardi.
IL RINVIO APPARSO COME UN VIA LIBERA
Quel rinvio era apparso subito, ai più maliziosi, un “via libera” agli ex rimasti orfani del vitalizio vero e proprio, abolito nel 2012, affinché rompessero lo stallo venutosi a creare facendo valere i diritti maturati in base alla norma in vigore dal 30 dicembre entro il termine di ieri, 30 gennaio.
Un modo per mettere il governatore e i sostenitori dell’abrogazione della legge di fronte a una nuova situazione, che potrebbe convincerli a recedere dai loro propositi, insomma.
Consentendo anche ai consiglieri in carica, che hanno tempo fino ai primi di aprile per fare domanda della pensioncina da 600 euro a partire dal 65simo anno d’età, di riscattare anche eventuali legislature precedenti, moltiplicando l’importo della pensioncina e anticipando la prima percezione al 60simo anno d’età.
Magari lasciando loro anche la facoltà di coprire la contribuzione richiesta per ottenere (circa 30mila euro a legislatura integrati dalle casse del Consiglio con altri 90mila), re-impossessandosi, pro quota, delle somme non ancora spese giacenti nel fondo per finalità benefiche alimentato col taglio delle indennità deciso nel 2017. A scapito di iniziative di sostegno a disabili, ragazze madri, ex detenuti e tante altre situazioni di disagio individuate in un apposito regolamento sull’utilizzo delle somme in questione.
MINI VITALIZI, LE RICHIESTE DI QUARTO E SILEO
Le richieste dei 56enni Quarto e Sileo, il 41enne Giorgetti e il 45enne Zullino valutate nelle prossime settimane dall’ufficio di presidenza del Consiglio regionale.
Per legge, infatti, avranno altri 60 giorni per indicare la volontà di di coprire la contribuzione necessaria attingendo, in tutto o in parte, dal fondo sociale.
Se dovessero optare per versare i contributi, ad ogni modo, potranno chiederne la rateizzazione su 36 mensilità.
L’ATTESA DI UN DISEGNO DI LEGGE
Nei giorni scorsi, in attesa di un disegno di legge con le modifiche annunciate da Bardi, già presentata una proposta di abrogazione totale dei “mini vitalizi” da parte dell’opposizione di centrosinistra, che dovrebbe approdare in aula martedì 10 febbraio.
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