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VIDEO-INTERVISTA a Giacomo Triglia sul docufilm dedicato a Dario Brunori, artista con cui collabora da anni, per tradurre in immagini l’ironia tagliente del cantautore cosentino


Al Cinema Citrigno di Cosenza, in occasione della dodicesima edizione de “La Primavera del Cinema Italiano – Premio Federico II”, abbiamo incontrato Giacomo Triglia per saperne di più sul docufilm dedicato a Brunori Sas. Un confronto intenso, autentico, che ci ha portati dentro un lavoro capace di superare il ritratto musicale per diventare racconto umano.

Il film non si limita a presentare un cantautore: scava, osserva, resta. Va oltre il palco e oltre la performance per cercare l’uomo dietro le parole. Lo fa con uno sguardo che non invade e non spiega — accompagna. Un linguaggio visivo essenziale, che respira insieme alla musica e lascia spazio ai silenzi. Tradurre in immagini la profondità (e l’ironia tagliente) dei testi di Brunori era una sfida delicatissima. Il risultato? Un equilibrio raro: il cinema non interpreta la musica, la amplifica. Non sovrappone significati, ma apre possibilità. Invita all’ascolto, alla connessione, a riconoscersi nelle fragilità.

E non è tutto. Nella nostra intervista, Triglia ci ha svelato anche alcune anticipazioni sulla sua opera prima: un progetto che si preannuncia personale, coraggioso, pronto a confermare uno sguardo capace di andare oltre la superficie.

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