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Suicida in carcere: Un 58enne di origine egiziano si è tolto la vita nell’istituto penitenziario di Vibo Valentia. La Uilpa denuncia sovraffollamento e carenza di agenti penitenziari.
VIBO VALENTIA – Un uomo di 58 anni, di origini egiziane, si è suicidato lunedì sera, 23 febbraio 2026 nella casa circondariale di Vibo Valentia. Il detenuto, che si trovava ristretto nella sezione dedicata ai soggetti problematici, avrebbe terminato di scontare la sua pena il prossimo agosto. La notizia, trapelata con ritardo, è stata resa nota da Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa Polizia Penitenziaria. Il dramma si è consumato all’interno di una cella, dove l’uomo si è impiccato. Quello di Vibo Valentia rappresenta il nono caso di suicidio tra le mura carcerarie in questo primo scorcio di 2026, un dato che alimenta l’allarme sulle condizioni di vita dei detenuti in Italia. «Avrebbe finito di pagare il suo debito con la giustizia ad agosto, ma è arrivata prima la pena di morte di fatto che nelle prigioni italiane colpisce random», ha dichiarato duramente De Fazio, criticando quella che definisce una «cortina fumogena» e lo «sconcertante silenzio delle istituzioni» che spesso avvolgono le disfunzioni del sistema penitenziario.
DETENUTO SUICIDA NEL CARCERE DI VIBO: EMERGENZA SOVRAFFOLLAMENTO E CARENZA DI AGENTI
La tragedia di Vibo Valentia accende nuovamente i riflettori sulle criticità strutturali del presidio calabrese. I numeri forniti dal sindacato delineano una situazione di forte pressione. «Le carceri – sottolinea Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa Polizia Penitenziaria – continuano a versare in condizioni drammatiche e anche a Vibo Valentia dove, al di là delle narrazioni e del fantomatico commissario straordinario all’edilizia penitenziaria, ci sono 126 posti non disponibili. Con 314 reclusi allocati in 280 posti si registra un sovraffollamento significativo (112%) cui fa da contraltare la voragine negli organici della Polizia penitenziaria. 224 agenti a fronte di un fabbisogno di almeno 288 (-29%)”. “Del resto – osserva De Fazio – a livello nazionale i detenuti sono ormai 63.782 mentre i posti disponibili appena 46.094, per converso nelle carceri mancano almeno 20mila agenti rispetto al fabbisogno reale, pure per le assegnazioni soprannumerarie negli uffici ministeriali e nelle sedi extrapenitenziarie».
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